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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

venerdì, giugno 03, 2011

Paolo Campo come la Titina: lo cerco e non lo trovo...

Dov'è finito il querulo segretario provinciale, sempre pronto a dare ordini, di fronte al disastro torremaggiorese del Pd?

 
Io cerco Paolo Campo,
lo cerco e non lo trovo,
chissà dov'è finito,
chissà dove sarà...
lalalalala, lallà!


E sì. Io cerco Paolo Campo. Il segretario provinciale del Partito democratico che nelle scorse settimane è stato attivissimo a far pendere la bilancia verso quella parte del partito che ha fatto di tutto per creare le condizioni per un ribaltone a Torremaggiore, dicendo no a tutte le proposte che venivano dalla minoranza del Pd rappresentata in consiglio comunale da Marinelli e Russo. Ora che il ribaltone rischia di perfezionarsi (e ancora non accade solo per l'inaffidabilità di chi dovrebbe far parte di quella maggioranza), dov'è Paolo Campo? Perché non interviene con l'azione politica, che è quel che è richiesto a un leader politico?

E' facile dire sempre di no. Mandare avanti gli altri, per poi frenare da dietro se non si ottiene quel che si vuole in termini di posizionamento. Il punto è che, poi, di fronte alla prospettiva di cadere, non tutti sono consequenziali. C'è pure chi, in un mondo post-ideologico, si va a cercare una maggioranza diversa da quella che l'ha indicato e votato. E' successo con la precedente gestione Di Pumpo (che giustamente soprannominai Ribaltello). Rischia di accadere con l'attuale sindaco Ciancio. E il Pd non ha imparato niente: s'è ormai specializzato a far scappare sindaci eletti coi suoi voti.

A quel punto è comodissimo gridare al ribaltone, assolvendosi e giudicandosi gli unici "puri". Peccato che poi uno si chiede: ma è possibile che gli unici "puri" siamo noi? Non è che, per caso, in questo vittimismo ci sia un peccato originale, che è quello appunto d'aver creato le condizioni perché tutto ciò avvenisse? Io non credo che l'uomo sia fondamentalmente buono o cattivo in politica. Odio questa visione personalistica, perché la politica si costruisce attraverso scelte e linee politiche. Le ubbìe degli uomini emergono quando recede la politica.

Che la linea politica del Pd fosse sciagurata, inutile, capronesca, era chiaro a chiunque non fosse obnubilato dall'autoammirazione e dall'autocommiserazione. Prima la guerriglia, poi l'aperta guerra con manifesti e dichiarazioni unilaterali, puntando su una possibile giunta politica sostenuta dai tre indipendenti sulla cui affidabilità politica abbiamo potuto vedere nell'ultimo consiglio comunale. Era evidente a tutti che non poteva funzionare. L'unica via - se si voleva evitare di andare subito a elezioni, come per inciso noi chiedevamo - era quella imboccata all'inizio, su cui anche quella parte del Pd aveva dato un via libera (tra mille distinguo e mal di pancia): una giunta tecnico-programmatica che facesse alcune cose necessarie per il paese con il sostegno in consiglio comunale di tutte le forze di buona volontà.

Marinelli e Russo, con noi tutti della mozione per il rinnovamento del Pd, hanno fatto l'impossibile per cercare di creare le condizioni per la realizzazione di questa ipotesi, anche attraverso un allargamento della giunta a quattro. Proposte che il Pd ha rigettato perché qualcuno doveva vantarsi d'aver portato a Foggia la testa di Ciancio. Così, chi cercava di evitare questo disastro, s'è dovuto scontrare non solo con l'ostilità politica, ma addirittura con gli insulti personali, con il sospetto che volesse addirittura dichiararsi indipendente in consiglio per sostenere Ciancio. Un'orgia di maldicenze, poi smentita dai fatti: quando s'è votato Marinelli e Russo hanno rispettato la linea del partito, pur combattuta perché palesemente assurda. Si chiama correttezza politica, questa. Ma i grandi strateghi di questa Waterloo non lo riconosceranno mai.

Oggi quanto quella linea fosse disastrosa s'è dimostrato coi numeri in Consiglio comunale. I tre indipendenti non si sono presentati. E' evidente: hanno qualche specifico obiettivo politico che stanno probabilmente in queste ore cercando di conseguire. La "grande coalizione" a 10 che qualcuno si vantava d'aver creato nelle riunioni dei consiglieri comunali del Pd, è evaporata e a votare contro la fiducia sono rimasti solo i quattro del Pd e Mina Leccese. Peggio: s'è materializzato l'incubo di un nuovo ribaltone, di nuovi lunghi anni d'opposizione.

Solo un rinsavimento dell'ultimo istante potrebbe ancora impedire lo scempio. Rinsavimento vuol dire un cambiamento repentino di linea del partito e intervento con una proposta forte. Ma per fare questo, c'è bisogno di capacità di leadership. E cosa vuol dire leadership? Dare sempre ragione ai propri sottopancia locali? Fare gli autoritari, prescidendo dal fatto che, per essere autoritari, bisogna prima essere autorevoli e per essere autorevoli bisogna esercitare la capacità d'ascolto ancor più che quella di scelta? Leadership vuol dire anche essere in grado di far prevalere - col ragionamento e con l'azione - la prorpia idea in tutte le condizioni, anche le peggiori. Ecco, ora il Pd avrebbe ora bisogno di una leadership. Ma la leadership del Pd - il signor Campo, che d'ora in poi chiamerò "La Titina" - s'è squagliata. E così:

Io cerco Paolo Campo,
lo cerco e non lo trovo,
chissà dov'è finito,
chissà dove sarà...
lalalalala, lallà!

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sabato, novembre 27, 2010

Alle volte tra amici ci si "Scazza"

‎Nel post di ieri u' Scazzamurrill' poneva una domanda a Sel. Sel "Se l'" è presa. Ecco un croccante botta e risposta.



"(Filome', ma che ci facevate là?).

Non capisco cosa intendi per l’allusione al che ci facevate là e non capisco cosa ti abbiano raccontato.

Devi sapere che la sede di Sinistra Ecologia Libertà è stata scelta, in base a un turn over, quale... "luogo privilegiato" degli incontri ufficiali dei partiti del centro Sinistra che hanno eletto Ciancio Sindaco di Torremaggiore. Agli incontri hanno sempre partecipato tutte le componenti compresa Mina per la Città.

La ragione degli incontri è limpida e trasparente, vi hanno preso parte, tutte le volte che ci siamo riuniti, anche gli amici della cosiddetta corrente "6per" che insieme agli altri esponenti del coordinamento del PD hanno sollevato perplessità sul cronogramma della Giunta e sui metodi di funzionamento della stessa in rapporto alle aspettative programmatiche. Le riunioni si sono interrotte per consentire lo svolgimento del congresso del PD che ha eletto il nuovo segretario. Il dibattito interno al Pd mi appassiona ma non posso io risolvere le dispute interne alle correnti , né regolare il mio agire politico in base alle simpatie per i matusalemme o per i rinnovatori. E’ un problema interno al Pd e se un congresso non è bastato a spianare la contrapposizione interna e non ha favorito l’unità, me ne posso dolere, ma non è un problema mio. Mi sembra pretenzioso pertanto tirarmi in ballo con un giudizio di disapprovazione. Né si può condannare il ruolo dei partiti che, estromessi dalla vita amministrativa, dovrebbero forse sparire per non destare sospetti di complotti ai danni dell’Amministrazione Comunale? Rimettiamo le cose a posto nel nostro sereno ragionamento, suvvia !

Io rivendico il mio e quello delle altre componenti del csx ad eserciate il ruolo propositivo di comprensione dei processi in atto nell’Amministrazione e delle ragioni che rallentano le scelte amministrative o che spesso banalizzano gli interventi che si fanno o che impediscono il progredire degli step di realizzazione del programma. Se ad una riunione regolarmente convocata alcuni non si presentano, il sospetto di cospirazione non può essere affibbiato a chi ha scelto di partecipare. Questi i fatti! Il resto sono chiacchiere. In questi giorni una delle tre componenti che hanno reso possibile l’insediamento di questa Amministrazione è venuta meno denunciando con parole e giudizi duri tutto ciò che non v nella Giunta Ciancio. Se le critiche sono esplose oltre i tentativi del coordinamento di csx di tenere insieme la situazione, ci saranno pure delle ragioni di cui il Sindaco dovrebbe prendere atto e farle diventare terreno di riflessione comune. Invece no, non se ne parla, si fa finta che non sia successo nulla, tanto i numeri per continuare bastano. Non è corretto e non è così che si può costruire e reggere un percorso di chiarezza. Giudica tu visto che ultimamente, per un lungo periodo hai fatto il Ponzio Pilato. Ora sei tornato, ciò mi fa un immenso piacere, ma evita di bacchettare e cerca di parlare con tutti e non solo con gli intimi che soffrono di “partigianeria orba”.

P.S. dov’è’ il parlatoio che ci siamo prefissi di costruire in campagna elettorale? Dove sono finiti i propositi di accendere laboratori di buone idee ed azioni politiche? E via dicendo. Io mi sento ancora una volta molto orfana.
Amichevolmente,
Filomena"


Cara Filomena,

francamente trovo stupefacente la tua risposta. La trovo stupefacente per come ti conosco, per come conosco i tuoi ideali e l'impegno che ha sempre caratterizzato il tuo agire politico. Non riesco a capire perché la minima domanda faccia scattare una risposta così piccata. Ammesso che vi fosse una critica in quel che ho scritto, e c'era una leggerissima critica, è forse vietato criticare Sel quando si ritiene che Sel abbia fatto un passo imprudente o sbagliato?

Entriamo nel merito dell'argomento. Quel che mi hanno raccontato è precisamente quel che ho scritto e che tu confermi: avete preso parte a un coordinamento del centrosinistra. Te ne do atto: l'avete sempre fatto. Senonché questo coordinamento di centrosinistra era un po' diverso dagli altri, perché vi prendeva parte solo un pezzo del centrosinistra. E avveniva in un momento in cui palesemente si sta consumando un conflitto non solo all'interno del Pd, maggior partito della coalizione, ma in tutta la coalizione. Non prendere atto di questa cosa e, burocraticamente, prendere parte a una riunione senza chiedersi cosa significhi quella riunione, nella sua composizione stessa, può essere anche una posizione legittima, ma è politicamente fragile. Anche alla luce del fatto che vi trovavate seduti con la parte di centrosinistra più lontana da voi, come confermeranno i prossimi mesi.

Tu parli di una riunione "regolarmente convocata". A me la regolarità della convocazione interessa ben poco. Mi interessa cosa quella riunione voleva dire. Non pretendo certo che tu entri nel dibattito interno al Pd, per carità. Ma in quello del centrosinistra di cui fai parte, sì. Se a una riunione vedi presente solo un pezzo del Pd, solo un pezzo dell'Idv e basta, credo che sia normale che uno si chieda se non sia il caso quanto meno di rimandarla quella riunione, no? Almeno per verificare i motivi dell'assenza. Mancavano la lista di Mina, mancaca la parte dell'Idv che esprime un consigliere, mancava la nostra componente, mancava la lista Forza Torre, mancava il sindaco stesso che è stato eletto ed è parte del centrosinistra. Insomma, non è che fosse assente una piccola componente. Anzi, per quanto riguarda il sindaco pare che non sia stato neanche invitato (di questo non sono certo, ma così mi risulta). Se così fosse, si sarebbe ripetuto uno sgarbo politico che abbiamo già visto in passato.

La verità è che quel coordinamento è stato fatto non per cercare di tenere assieme la situazione, ma per spaccarla ulteriormente. Che voi non ve ne siate resi conto, è un problema. Il punto è che qua la posta in palio è un'Opa sul Pd, come sto scrivendo da diversi giorni. Questa operazione ha spaccato il Pd prima, ora ha spaccato il centrosinistra. Quella riunione ne è stata una plastica rappresentazione. E sottolineo che io non sto parlando di congiure (come hai fatto tu), ma di dinamiche politiche legittime, che ovviamente io avverso. Da queste considerazioni la mia domanda: ma che ci facevate in quella riunione? Da queste considerazioni l'avverbio "inspiegabilmente" agganciato alla vostra presenza.

Ancora, riguardo al sindaco Ciancio, ti posso assicurare che hai modo di parlarci molto più facilmente tu che io. Quindi, puoi sollecitare una riflessione comune col sindaco con più agio di me. Naturalmente, se neanche lo si invita alle riunioni, è difficile che questa riflessione si avvii.
A meno che non si voglia che il sindaco "prenda atto" della discussione senza "prendere parte" alla discussione.

In quanto ai giudizi che mi hai tirato addosso ti prego un attimo di moderare la suscettibilità. Dire a uno che è "ponzio pilato", solo perché per qualche mese della sua vita ha avuto altre cose da fare e vi ha fatto una semplice domanda, paragonandolo a un tizio che ha fatto ammazzare un altro tizio lavandosene le mani, mi pare francamente una reazione non commisurata al fatto che vi è stata posta solo una semplice domanda. Ti faccio notare che questa è la tipica reazione di quel "berlusconismo di centrosinistra" che sposta il piano politico su quello personale. E altrettanto "berlusconiano" è il non riconoscimento dell'identità altrui. Quando parli di "cosiddetta" mozione "6per" ci metti un "cosiddetta" di troppo. Quando parli di "amici" ci metti un "compagni" di meno. Se poi ormai ti adegui alla fraseologia di qualche esponente del Pd, che ha voluto far passare noi come la corrente "centrista", mentre in realtà siamo quella che ha interpretato meglio il Pd come un superamento di Ds e Margherita, e che quindi siamo ben più a sinistra di certi conservatori Pd, questo è un problema di riconoscimento reciproco che ti pongo.

Quindi, ferma restando l'amicizia, ché è cosa antica e intangibile, cerchiamo tuttavia di evitare che il piano politico si frammischi al piano personale. Voglio sentirmi libero di criticare (critica poi? era poco più di una domanda!) una vostra posizione politica, che posso non condividere, senza per questo dover mettere in mezzo l'amicizia.

Antonio

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venerdì, novembre 26, 2010

Dopo il Pd, la Corrente Matusalemme spacca il centrosinistra

Ancora una volta è dimostrato: sa soltanto dividere e distruggere



Complimenti! La geniale operazione, volta a fare l'Opa sul Partito democratico e condotta dalle immarcescibili menti politiche della "Corrente Matusalemme", ha ottenuto un altro grande risultato. Dopo aver spaccato il Pd, ha spaccato la coalizione di centrosinistra. Ieri sera s'è tenuta una riunione, pomposamente definita di centrosinistra, a cui hanno partecipato i rappresentanti di un pezzo di Pd, di un pezzo di Idv (non rappresentato in consiglio) e del tutto incomprensibilmente Sel (Filome', ma che ci facevate là?)

Mancavano Forza Torre, la lista Mina per la Città, la parte dell'Idv rappresentata in Consiglio comunale e non partecipe della Corrente Matusalemme e qualunque rappresentante della corrente "6X" del Pd, quella che ha chiesto il rinnovamento, di cui è un semplice militante anche u' Scazzamurrill'. Mancava anche il sindaco che, a quanto risulta a u' Scazzamurrill', non sarebbe stato neanche invitato. Strano, perché il segretario provinciale del Pd Paolo Campo, nel suo recente comunicato aveva scritto: "L’Amministrazione comunale, di cui siamo parte attiva e propositiva, attraversa una fase complessa della sua vita ed i cittadini contano sulla nostra capacità di portare a soluzione problemi e vertenze che ne bloccano lo sviluppo sociale ed economico". Ma, se il sindaco neanche lo invitano, come possono contribuire a portare a soluzione problemi e vertenze? Invitato o non invitato, la realtà è che chi ha voluto quella riunione i problemi per l'amministrazione (e per Torremaggiore) li vuole aumentare, non diminuire.

Sarebbe bene che Paolo Campo e chiunque abbia un minimo di raziocinio politico nel Pd anche a Torremaggiore rifletta seriamente sui danni che sta facendo aiutando la Corrente Matusalemme a fare l'Opa sul Pd. Perché quella vecchia classe politica, in decenni, a Torremaggiore, ha solo frantumato e distrutto. Possibilità di evitare la catastrofe ce ne sono ancora. Basterebbe solo avere l'intelligenza politica di mettere da parte ostilità e ambizioni personali e ragionare sui fatti. L'ultimo fatto è quello che u' Scazzamurrill' riporta in questo post: l'azione condotta da quella parte di vecchia politica spacca il Pd e spacca il centrosinistra, porta a sconfitta sicura in ogni caso. Chi deve prenderne atto, ne prenda atto e lavori con la parte che vuole il rinnovamento per dare una svolta alla politica torremaggiorese. Sennò ci risparmi tentativi pelosi di politicizzare la questione che, in realtà, è chiarissima: c'è chi lavora per il vecchio e chi per il nuovo, c'è chi lavora per spaccare e chi per unire, c'è la Corrente Matusalemme e ci sono quelli che s'oppongono a queste manovre di palazzo. Con un piede in due staffe non si può stare.

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lunedì, novembre 22, 2010

Pd, al potere la "Corrente Matusalemme"

Ecco come la pensa certa dirigenza: emerge qualche sprazzo di verità



"Ora, visto che il partito lo vivo intensamente da tanti anni, non sono riuscito ad individuare quale giovane avrebbe potuto avere le caratteristiche e la forza per gestire il PD in questo momento così difficile. E visto che voi avete parlato di rinnovamento ma l’unico candidato che avete proposto è Balsamo (che proprio giovane non è) possiamo sapere pubblicamente chi è questo fantomatico giovane di così grande talento che noi non abbaimo avuto l’intelligenza di notare???"

Questa fulminante frase l'ha scritta un dirigente del Partito democratico torremaggiorese che è tra quelli che hanno voluto imporre la candidatura di Giuseppe Costantino a segretario del partito, senza trattare per un segretario condiviso preso tra i giovani del partito. Dal momento che è un'estrapolazione da un discorso più lungo fatto da quel dirigente, che però vi risparmio perché poco interessante, tengo il riserbo sul nome del dirigente stesso.

Ora ricapitoliamo. Una componente del Pd, in vista dell'assemblea che doveva sancire l'elezione di un nuovo segretario, candidaGiuseppe Costantino e dice sostanzialmente: "O vi mangiate questa minestra o vi buttate dalla finestra". In questo, è spalleggiata dal segretario provinciale che s'intromette (anche questa volta) per far pendere la bilancia da una parte. Sullo sfondo, un'inedita coincidenza di posizioni tra pezzi del partito e pezzi di altri settori politici che apparentemente si vuole concretizzare in un'Opa - una scalata ostile - al Partito democratico. Con tutto il rispetto di Giuseppe Costantino, che è un'ottima persona, la proposta politica che c'è dietro, come minestra, è indigeribile.

In mancanza di una trattativa per avere un segretario condiviso, con Campo da Foggia che sente solo da un orecchio, la nostra componente decide di presentare una candidatura e lo fa con Giovanni Balsamo. E' un modo per non spaccare il partito, perché Balsamo la prima cosa che fa è chiedere nel direttivo a Costantino (e indirettamente alla componente che sta dietro Costantino) di ritirare la candidatura per convergere su un segretario condiviso preso tra i giovani del partito. Apriti cielo: c'è chi reagisce nel direttivo come un'anguilla a cui abbiano buttato il sale sulla pelle.

La componente che a questo punto si configura come anti-rinnovamento - che d'ora in poi chiameremo "Corrente Matusalemme" - vuole lo scontro. Noi ragioniamo: a che serve mettersi alla testa di un partito spaccato, probabilmente ingovernabile? A che serve formalizzare una frattura? Decidiamo di fare un passo. Giovanni annuncia il suo ritiro, con un discorso che tutti avete letto e che u' Scazzamurrill' ha pubblicato nella sua interezza. Dopodiché, tutta la nostra componente lascia i lavori. Evitando così la formalizzazione della spaccatura nel voto e anche che ci siano le intemperanze accadute in altri congressi del passato.

Nel discorso, Giovanni riconosce la segreteria di Costantino, a cui toccherebbe a questo punto cercare di unire il partito. Difficile, con tanti "berlusconi" di centrosinistra concentrati sull'IO e poco interessati al NOI, inteso come "noi democratici". Ma l'altra componente è così malfidata che va lo stesso a votare, con un candidato unico! Roba da Unione sovietica, anzi manco in Unione sovietica avrebbero fatto una cosa così ridicola. Questo, in realtà, pone un problema di democrazia, prima ancora che di legittimità. Infatti il voto con candidato unico inficia la segretezza del voto stesso! E' la misura del livello democratico che qualche dirigente "vecchio" del partito ha ed è la prova provata che un rinnovamento è necessario.

Oggi, un dirigente del Pd torremaggiorese, diciamo il numero due o tre della "Corrente Matusalemme" (che pure non è un vecchio: un caso di masochismo politico?), scrive quelle frasi che ho riportato sopra.

A questo punto voglio sottoporre ai giovani del Pd il seguente quesito: ma a voi va bene che una classe dirigente vecchia e consunta dal troppo autocompiacimento vi tratti in questa maniera? Che questa componente vecchia del partito vi consideri non in grado di fare il segretario del Pd? Che la Corrente Matusalemme sostenga che nel Pd non ci sono giovani “di così grande talento” da fare il segretario del Pd?

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martedì, novembre 16, 2010

Quando l'arbitro non fa l'arbitro...

Paolo Campo torna sull'Assemblea del Pd torremaggiorese e fa autogol



Il segretario provinciale del Partito democratico Paolo Campo oggi ha sentito il bisogno d'intervenire ancora sull'assemblea-farsa del Pd torremaggiorese di venerdì scorso con dichiarazioni davvero improbabili, riferite da Teleradioerre. Ancora una volta questo arbitro ha dimostrato di non essere imparziale. Al posto di ringraziare Giovanni Balsamo per aver evitato di formalizzare col voto una spaccatura, che è nei fatti, ritirando la sua candidatura, insolentisce gli amici e compagni del Pd che hanno avuto l'unico torto di aver proposto un rinnovamento nel partito. U' Scazzamurrill' riprende alcuni virgolettati apparsi sul sito di Teleradioerre per rispondergli a tono.

Dice Campo: "Invito i compagni e gli amici di Torremaggiore a prendere atto degli esiti del congresso ed il neo segretario a porre in cima alla propria agenda la ricostruzione di un clima costruttivo e unitario, anche a sostegno dell'Amministrazione comunale".

Già da questo si capisce come o il segretario non ha capito nulla di quanto accaduto venerdì, o fa finta di non capire. Giovanni Balsamo, nel ritirare la sua candidatura, s'è congratulato per la nomina di Giuseppe Costantino a segretario. Mica ha mai messo in dubbio la legittimità dell'assemblea. Quindi quest'affermazione è infondata e capziosa. Anzi, verrebbe da chiedersi come mai tanta preoccupazione nel porre l'accento sulla legittimità dell'assemblea. Peraltro, non era neanche necessario che si votasse: non avremmo messo in discussione la segreteria di Costantino se non si fosse andati a un voto che, in assenza di una delle parti, era inutile e privo dei criteri minimi di controllo incrociato. Ma, comunque, la legittimità è già riconosciuta nel bel discorso di Balsamo, che u' Scazzamurrill' ha pubblicato ieri. Poi, certo, l'indisponibilità ad assumere incarichi esecutivi nel partito torremaggiorese va letta per quello che è: una non condivisione del progetto che è dietro la mozione che ha eletto Costantino, che si espliciterà nella nostra azione POLITICA nel partito per la costruzione del nuovo che tanto terrorizza chi venerdì voleva a tutti i costi una spaccatura formale e che probabilmente è rimasto deluso.

Poi, non si capisce perché Campo leghi la vicenda del partito a quella dell'Amministrazione comunale. Che c'entra l'Amministrazione comunale? E' bene che si sia chiari su queste cose, perché la logica del "dico e non dico" non è propria di un partito serio come il nostro. Ci spieghi, Campo, perché mette in mezzo l'Amministrazione comunale.

Comunque, anche per ribadire ancora una volta come stanno le cose, voglio tornare su quello che c'era in ballo venerdì. I sostenitori della mozione "6X" (SEI PER) hanno presentato un documento che aveva al suo centro il rinnovamento. Lo stesso Balsamo - lo ripeto - s'era candidato proponendo a Costantino un contestuale ritiro delle candidature per fare spazio a un giovane. Di fronte al rifiuto, al posto di andare a una spaccatura, Balsamo ha ritirato la candidatura. Per senso di responsabilità! E il segretario provinciale che fa? Al posto di dire "Grazie" a Balsamo e ai sostenitori della mozione, fa inutili a capziosi appelli senza senso alla "responsabilità individuale e collettiva". E il senso di responsabilità del segretario Campo dov'è andato a nascondersi?

Dice ancora Campo: "Dopo diversi incontri preparatori e l'attività di mediazione svolta anche dalla segreteria provinciale, la vicenda congressuale ha avuto il suo legittimo epilogo ed è su questo esito che bisognerà costruire la futura azione politica e programmatica del PD di Torremaggiore"

Qui il segretario provinciale prova a mettere una pezza rispetto al ruolo di parte che ha avuto in questa vicenda. Quale attività di mediazione? La linea di Campo è stata di parteggiare per una parte, mai una volta ha preso in considerazione le valutazioni della nostra parte. Il ruolo di mediazione della segreteria provinciale NON C'E' STATO. Un segretario provinciale dovrebbe essere "super partes" in una vicenda del genere. In questo caso, è stato molto di parte. Poteva scegliere due strade: lasciare che le cose si sistemassero a livello locale o inserirsi. Nel secondo caso, doveva essere arbitro, non giocatore. Non è stato equanime per niente e così ha tradito le aspettative di una parte consistente del Partito democratico. E ha spaccato il partito nei fatti. Solo il senso di responsabilità, ripeto, di Giovanni ha fatto sì che quella spaccatura non sia stata formalizzata.

Dice, ancora, Campo; "L'Amministrazione comunale, di cui siamo parte attiva e propositiva, attraversa una fase complessa della sua vita ed i cittadini contano sulla nostra capacità di portare a soluzione problemi e vertenze che ne bloccano lo sviluppo sociale ed economico. L'unità interna è un valore politico prezioso per il Partito Democratico ad ogni livello organizzativo che tutti noi abbiamo il dovere di contribuire ad affermare con l'ascolto e l'attenzione ai temi posti da chi la pensa diversamente da noi".

Ecco qua siamo a uno stantìo appello all'unità che, non praticandola in prima persona, si pretende dagli altri. Parla dell'ascolto, il segretario! E lui, quanto ha ascoltato noi? Il segretario del Pd torremaggiorese, per lui, doveva essere Costantino, punto e basta. Perché? Il problema non è Costantino, che è una degnissima persona e a lui va l'augurio di buon lavoro, anche se viste le condizioni sarà assai arduo. Piuttosto il problema è che, al posto che cercare unità per blindare il partito in vista delle elezioni politiche che saranno in primavera, si sta cercando di accompagnare un tentativo di Opa che alcuni vecchi settori della politica stanno provando a lanciare sul Pd torremaggiorese. Non so quanto Campo ne sia consapevole, ma le cose a u' Scazzamurrill' sembrano stare proprio così. Le tensioni, per esempio, nell'Idv dopo l'intervento insensato nel dibattito interno del Pd del suo segretario organizzativo (da cui s'è giustamente e lodevolmente dissociato l'unico consigliere comunale del partito, Nicola Nirchio) fanno pensare che qualcosa si sta muovendo.

Comunque, che u' Scazzamurrill' abbia ragione o no, di certo Campo, non cercando alcun punto di mediazione con la mozione "6PER" e cercando di imporre una linea incentrata sul recupero di vecchie logiche (e magari anche di qualche vecchia personalità) nel partito, a mio personalissimo parere non solo ha umiliato la voglia di fare di tanti militanti sinceri del Pd che volevano vedere uno scatto di coraggio del partito, ma ha umiliato il suo ruolo di segretario provinciale. Di questo, certamente, come iscitto al partito, u' Scazzamurrill' prende atto. Sarebbe il caso che ne prendesse atto pure lui.

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lunedì, novembre 15, 2010

Indebita ingerenza dell'Idv nel dibattito interno Pd

Il nuovo segretario, se c'è, batta un colpo



Come potete leggere nei commenti del post precedente, a rispondere al post di u' Scazzamurrill' sul congresso del Pd, è il segretario organizzativo dell'Idv. Questo è significativo, rinfocola il sospetto che un pezzo del Pd e un pezzo dell'Idv abbiano lanciato un'Opa sul partito per cercare di cacciare quanti in questi anni hanno tentato di portare avanti discorsi di rinnovamento. E' una convergenza esplicita, molto impressionante, su cui molti elettori ed esponenti dell'Idv prima di tutto dovrebbero interrogars: se una parte dell'Idv partecipa attivamente al dibattito interno del Pd, forse qualcuno nell'Idv dovrebbe allarmarsi e prendere posizione, no?

Non entro nel dettaglio della "lettera" del segretario organizzativo dell'Idv a u' Scazzamurrill'. Si commenta da sola. In privato gli ho già spiegato come la penso sul suo intervento e ne penso tutto il male possibile. Faccio notare che un dirigente di un partito alleato nella maggioranza, addirittura il segretario organizzativo, chiede a u' Scazzamurrill' di fare da "controllore" della giunta. Cioè, un semplice militante dovrebbe fare ciò che il partito che il segretario organizza, non mi pare proprio stia facendo in consiglio. Una sana contraddizione in termini e anche questa dovrebbe far riflettere sul livello di coesione interna anche di quel partito.

Ma andiamo al punto più grave di quella lettera. Un partito alleato interviene pesantemente nel dibattito interno di un altro partito, cercando di far pendere la bilancia da una parte piuttosto che da un'altra. Questo è inaccettabile. E qui si misura il nuovo segretario del Pd. In quella lettera c'è un'offesa vera a propria a Giovanni Balsamo, il candidato segretario che sabato per senso di responsabilità ha ritirato la candidatura, oltre che a tutta la componente che ha firmato le linee programmatiche di Giovanni. Il nuovo segretario del Pd, Giuseppe Costantino, intende tutelare la necessaria autonomia del partito? O subordinare lo spirito di appartenenza al partito a un opportunismo da quattro soldi? Tutelare l'autonomia del partito dovrebbe essere il primo compito del segretario d'un partito. Costantino, ora e subito, dimostri di essere il segretario del Pd respingendo pubblicamente l'indebita ingerenza dell'Idv. Altrimenti, che segretario è?

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Pd Torremaggiore, il vecchio che avanza

Paura del rinnovamento e arbitri di parte dietro la penosa vicenda della segreteria



Il Partito democratico cammina al passo del gambero. Sabato, nell'assemblea chiamata a eleggere il segretario, si è consumata una pericolosa frattura interna che difficilmente si potrà ricomporre. All'appuntamento si presentavano due candidati, entrambi persone degnissime e stimate: Giuseppe Costantino e Giovanni Balsamo.

Balsamo, espressione della componente di cui anche u' Scazzamurrill' fa parte, si era candidato sulla base di un documento programmatico - "6X" cioè "Sei per" - volto a costruire un rinnovamento. La stessa candidatura era per il rinnovamento. Infatti, aveva immediatamente proposto a Costantino di ritirare entrambi le candidature per convergere, in spirito unitario, su un giovane. La componente che ha candidato Costantino, a questa proposta, ha reagito come un'anguilla a cui buttino addosso il sale. Non sia mai! Un giovane segretario...per carità! E hanno preferito tentare di andare a un braccio di ferro.

In questo frangente s'è inserito anche il segretario provinciale Paolo Campo. Per l'ennesima volta, invece di assumere un ruolo "super partes" per aiutare il partito a ritrovare l'unità, s'è schierato contro il rinnovamento e per una delle parti. C'è da chiedere a questo punto quale sia il ruolo di questo segretario provinciale, già sonoramente battuto alle provinciali, a pochi mesi da cruciali elezioni politiche: rafforzare o indebolire il partito nel nostro territorio?

Morale della favola. La mia componente, per senso di responsabilità, non ha voluto formalizzare la spaccatura, andando a un voto. Balsamo ha ritirato la candidatura con un bel discorso, che u' Scazzamurrill' riporta di seguito. Tutta la componente ha abbandonato i lavori, per cui il segretario se l'è votato solo una parte del partito. E così, anche se formalmente ce l'ha, oggi il Pd ha un segretario che rappresenta solo una parte del partito.

Di questo risultato bisogna ringraziare quella parte del Pd che ha paura di cambiare, di rinnovare. E anche il segretario provinciale Campo, che ha dimostrato ancora una volta di essere un esponente politico incapace di unire, ma capace solo di dividere.

Di seguito il discorso di Balsamo.

"Care democratiche e democratici,

vi voglio parlare del Partito democratico , di cosa vorremmo che il partito democratico fosse, di cosa noi, firmatari del documento assembleare “6PER”, lotteremo per fare.

Già dal titolo il nostro documento indica una volontà costruttiva. 6PER, non CONTRO. E già questo dovrebbe far capire che l’atteggiamento col quale noi approcciamo questa fase difficile del nostro partito è un atteggiamento volto a creare, aggiungere, non diminuire, non distruggere.

Oggi abbiamo sotto gli occhi tutti la squallida fine che sta facendo il berlusconismo. Si apre nella politica italiana una fase del tutto nuova che il Pd deve saper affrontare con rinnovato SPIRITO UNITARIO.

Una condizione che, apparentemente, oggi non è soddisfatta né a livello locale né a livello nazionale. Ma su questo punto ritornerò tra poco.

Cosa ci insegna la fine del berlusconismo? Pensare che si tratti solo del tramonto di un uomo politico sarebbe limitativo. E’ un modo di intendere la politica che finisce. La politica incentrata sui personalismi, sul leaderismo, sull’individuo singolo che si pone sempre un passo avanti alla collettività. La politica del “ghe pensi mi’”, dell’”io, io, io!” di cui abbiamo anche autorevoli esempi a Torremaggiore.

Basta con i partiti che lavorano per i singoli, sono i singoli che devono mettersi a disposizione del partito. Un partito che non può solo essere un collettore di esigenze e di ambizioni dei singoli, da soddisfare a livello amministrativo. Noi vogliamo un partito POLITICO. POLITICO e PLURALE.

Vogliamo un partito che abbia progetti, che li persegua, che punti allo sviluppo d’un territorio sempre più abbandonato a se stesso. Un partito che si sieda ai tavoli amministrativi con le idee chiare su QUELLO che bisogna fare, non solo su quante e quali poltrone occupare. Vogliamo inoltre un partito in cui le decisioni partano dal basso, con lo strumento della democrazia partecipata e partecipativa.
Per fare tutto questo, non nascondiamocelo, bisogna cambiare e cambiare profondamente e seriamente. In queste ultime settimane e mesi troppe volte abbiamo sentito suonare vecchie campane, anche quando a suonarle era un campanaro nuovo o apparentemente nuovo.

Il rinnovamento per noi deve essere VERO, non solo di facciata. In questo senso, di fronte a un dibattito che si è attorcigliato attorno a un modo vecchio, personalistico di fare politica, per rilanciare il rinnovamento e per andare oltre, è nata la mia candidatura. Chi siede nel direttivo ricorderà che io, immediatamente, proposi a Giuseppe Costantino, verso il quale va naturalmente il mio apprezzamento e la mia stima, di ritirare entrambe le candidature per fare largo a un giovane. Questo perché, a nostro parere, soltanto un cambio di generazione permetterà di realizzare quel rinnovamento necessario a spazzare via quello che io chiamo il “berlusconismo di centrosinistra”, cioè quell’attitudine a usare il partito per le proprie, sia pur legittime, ambizioni personali.

Purtroppo Giuseppe non ha raccolto il mio invito. Ne prendiamo atto. C’è tuttavia un’espressione a cui io e coloro che hanno sottoscritto il mio programma, siamo affezionati. E’ l’espressione “senso di responsabilità”. NOI L’ABBIAMO. Ed essendo consapevoli che andare a un voto, uno contro uno, vuol dire comunque creare una divisione, una spaccatura, abbiamo deciso di evitarla. Per questo motivo RITIRO LA MIA CANDIDATURA.

Un ritiro che, sia chiaro, non è un passo indietro, ma un passo avanti. Perché noi il rinnovamento lo vogliamo e lo realizzeremo. E, per questo, svolgeremo una funzione nel partito di paziente, ma inesorabile costruzione del nuovo. LO faremo nella città, con l’azione politica e culturale. LO faremo nell’organismo politico del partito, il DIRETTIVO.

Non siamo invece disponibili, nessuno di noi, ad assumere incarichi esecutivi in segreteria. Il nuovo segretario ha il diritto e il dovere di amministrare il partito. Per questo gli diciamo “buona fortuna” e ci congratuliamo per la sua NOMINA.

Dal canto nostro, con umiltà, ci porremo al servizio di un’idea di partito, che è quella che vi ho espresso prima. E lo faremo SENZA SCONTI PER NESSUNO."

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lunedì, agosto 23, 2010

La politica vecchia dei "quilodicoequilonego"

La coerenza politica non è una merce di scambio



Tutto un proliferare i manifesti di pseudo partiti inesistenti e di anonimi "comunisti" che tirano fuori la falce e il martello forse perché è andata delusa qualche mira assessorile. Quel nobile simbolo merita ben altro trattamento, ma evidentemente chi lo spolvera solo per i cazzi suoi non ce l'ha troppo a cuore!

Intanto, nessuno spiega quale motivo POLITICO avrebbe dovuto avere Ciancio per andare, come volevano lorsignori, con tre "indipendenti" resisi tali in maniera politicamente opportunistica solo dopo le elezioni. U' Scazzamurrill' ha provato a chiederlo ai sostenitori dell'accordo coi tre e ogni volta hanno evitato chirurgicamente di rispondere. Patetico, ma significativo. Perché ovviamente una riflessione s'impone. Non tanto su sigle spesso fantasiose (come il Movimento socialisti dauni, ma voi sapevate che esistevano? E dov'erano prima durante e dopo le elezioni?) o su sigle spuntate come i cavoli a merenda solo ora per puntare il dito, mentre erano scomparse da mesi e mesi.

Il problema vero è quell0 dell'irresponsabilità istituzionale, dell'incapacità di molti esponenti politici di agire in maniera politicamente coerente, scindendo la propria personalissima (legittima, per carità) ambizione politica dal dovere di fare squadra per reagire in maniera eccezionale a una situazione eccezionale. Come qualche consigliere comunale che, per primo, in sede partitica sottolineava (giustamente) la necessità di dover "inghiottire qualche rospo", ma che evidentemente sperava di far inghiottire il rospo agli altri e di far fare accordi, senza alcuna base programmatica, con gli "indipendenti". Non si può, non è corretto. Come non è corretto dare il via libera al voto in consiglio comunale un attimo prima, rispetto agli altri consiglieri che dicevano di essere pronti a chiedere al sindaco dimissioni irrevocabili e al sindaco di essere pronto a rassegnarle quelle dimissioni, e rendersi irreperibile al momento del voto. Per poi prendere le distanze con dichiarazioni pubbliche, ma solo dopo. E' la logica del "quilodicoequilonego" tipico di un modo di fare politica vecchissimo, che è stato la rovina di Torremaggiore negli ultimi 30 anni. E' evidente che questi atteggiamenti pesano e peseranno in futuro sulla credibilità di chi li ha messi in atto. Perché l'affidabilità politica è una "merce" importantissima. Perché rinnovamento vuol dire non solo rinnovare qualche faccetta, ma rinnovare il modo di fare politica. La politica dell'Ego, dell'"io, io, io" deve finire, perché la politica è il regno del "noi", non dell'"io".

Altrettanto vale per qualche coordinatore del Pd, che è andato ben oltre i limiti del proprio mandato, mettendo in campo ipotesi di accordo con i tre "indipendenti" in occasioni ufficiali, come gli incontri del coordinamento del centrosinistra, cosa che mai alcun direttivo aveva autorizzato a fare. Possibile che non sia stata loro spiegata la differenza tra il membro di un comitato di coordinamento, che ha una funziona solo tecnica, e il segretario politico di un partito? Possibile che costoro non abbiano compreso l'assurdità di una strategia di logoramento del sindaco e del Pd solo per fare un accordo che non avrebbe potuto mai avere alcuna base politica? Anche in questo caso, siamo di fronte a un modo di far politica vecchissimo e deleterio.

Le tre coalizioni che si sono sfidate nelle elezioni torremaggioresi hanno assunto un'importante responsabilità facendo un accordo programmatico: è stata una scelta coraggiosa, importante anche alla luce della situazione politica nazionale per la quale nessuno è certo di quello che accadrà da qui a pochi mesi. Gli attacchi violenti, gli insulti, le minacce arrivati in questi mesi al sindaco e a chi ha sostenuto le sue scelte (senza una parola di solidarietà da parte di qualche esponente del Pd prodigo di dichiarazioni quando si tratta di prendere le distanze, ma assai avaro quando si tratta di comportarsi da "compagno") sono la prova che hanno fatto una scelta coraggiosa. L'unica risposta che Ciancio, la sua giunta e coloro che hanno votato in Consiglio comunale l'accordo programmatico è fare, ognuno per quel che gli consta, atti concreti, portare risultati reali. I prossimi mesi saranno cruciali per capire se questi risultati ci saranno e su questo si dovrà misurare il giudizio sull'accordo programmatico e sul laboratorio politico che s'è creato a Torremaggiore. In ogni caso, chi ha adottato la strategia del "quilodicoequilonego" in questi mesi, ha già dimostrato la propria inaffidabilità politica. E questo, è evidente, deve avere conseguenze.

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martedì, aprile 20, 2010

Gli amici

Dedicato a...beh chi conosce lo gnomo lo sa


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lunedì, aprile 12, 2010

Good Bye Mister Trench

Un sindaco già c'è! Ed è Vincenzo Ciancio



Ma non avevano già vinto? Ma non era solo una formalità il ballottaggio? Invece, avevano sbagliato i loro calcoli e quello che scriveva dal giorno dopo del primo turno u' Scazzamurrill' - che la partita era tutta ancora da giocare, che il centrodestra si stava sfaldando a vista d'occhio - s'è avverato in maniera matematica. E i propagandisti che accusavano lo gnomo di dire balle, sono belli che serviti.

Qualche quaglia che era saltata sul carro "del sicuro vincitore" s'è trovata cucinata in salmì (e anche questo lo gnomo aveva scritto). Perché questa è stata la vittoria della coerenza, la vittoria di chi ha saputo insistere sulla linea giusta, senza indugi. Quando u' Scazzamurrill' scrisse "quando il ballottaggio si fa duro, i duri iniziano a ballottare" intendeva dire proprio questo. Non era più tempo di quaglie, ma tempo di mobilitazione e di voto di opinione. E il voto d'opinione, signori, lo prende chi mostra di essere coerente con se stesso e con gli altri.

Soprattutto è stata la vittoria, dell'umiltà dell'ascolto rispetto alla boria delle parole a vanvera. La vittoria di un sindaco, Vincenzo Ciancio, che ha saputo unire convincendo, senza alzare i toni, con la forza del ragionamento e dell'esempio. E la vittoria di una squadra - tutto il centrosinistra unito - che ha saputo resistere ai momenti più duri.

Da domani bisognerà cominciare a costruire la Torremaggiore del futuro e tutti sappiamo quanti problemi avremo davanti. Oggi però è il giorno dei festeggiamenti e dei complimenti. E, facciamoceli, perché ce li siamo meritati! Visto che le vittorie hanno sempre molti padri, adesso lo gnomo dirà chi è stato a vincere queste elezioni. Il primo l'abbiamo detto: Vincenzo Ciancio. E' riuscito a fare da traino alla coalizione, ci ha creduto fino alla fine, ha lavorato umilmente per il comune obiettivo di chiudere la brutta parentesi della destra di malgoverno e aprire quella del centrosinistra della speranza.

Poi hanno vinto i partiti che hanno sostenuto Vincenzo e i loro dirigenti. Il Partito democratico, col suo segretario Michele Tartaglia e i suoi dirigenti tutti, che hanno resistito a pressioni, hanno puntato all'unanimità sulla proposta di Ciancio e alla fine hanno dimostrato che con la coerenza e l'unità si vince. In tanti hanno cantato il "de profundis" al partito durante queste elezioni : ebbene si sbagliavano!

Ancora ha vinto Sinistra e Libertà, con la sua segretaria Filomena Cordone, che ha creduto e sostenuto il progetto. Ha vinto la Lista Marolla, ha vinto l'Italia dei Valori, ha vinto Brancaleone da Norcia, che con la loro lealtà e col loro impegno hanno contribuito non poco alla costruzione di una vittoria eccezionale, storica per portata della rimonta al ballottaggio. Per continuare, ha vinto Alberto Scudieri e il suo Movimento Cinque Stelle, che ha avuto l'intelligenza politica di procedere a un apparentamento non facile.

Fatemelo dire, hanno vinto i giovani di Torremaggiore, quelli che sono nel paese e quelli che sono fuori dal paese, perché hanno il sogno di veder rinascere la nostra comunità su basi nuove e solidali. Sono stati tantissimi i giovani impegnati con Vincenzo in quest'impresa eccezionale. L'impegno principale che Vincenzo gli restituirà sarà quello di lasciare loro una Torremaggiore migliore. E tutti noi dovremo aiutarlo a renderla migliore.

Infine una piccola nota autoincensatoria. U' Scazzamurrill' dal 2006 s'è impegnato - col Comitato per il Partito democratico a Torremaggiore - ad avviare una lunga marcia di cui Vincenzo è un compagno di viaggio. Bene, ha vinto anche quel progetto, dopo quattro anni di duro lavoro, ha mostrato di aver saputo dare un contributo fondamentale a questo meraviglioso 12 di aprile.

Da domani inizia la vera sfida. Chi dovrà amministrare, dovrà farlo bene (sennò u' Scazzamurrill' poi s'incazza!). Chi dovrà contribuire a delineare progetti nuovi per un futuro sano e senza clientelismo nella nostra città, dovrà metterci l'anima e procedere con la stessa determinazione con cui abbiamo vinto queste elezioni. Lo gnomo, per conto suo, è già pronto. Si volti pagina, perché ora si fa sul serio.

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martedì, marzo 30, 2010

Quando il ballottaggio si fa duro, i duri iniziano a ballottare

E tra due settimane i voti si riconteranno da zero



Ma non dovevano vincere al primo turno con il 70 per cento? E' da due mesi da destra che ci ammorbano con questa storia che loro avevano già vinto. Invece...Certo ci sono andati vicini, quasi il 48 per cento. Ma non ce l'hanno fatta. E al ballottaggio i voti si ricontano da zero, non s'illudano che basti raccattare qualche altro voto caduto per strada.

Complimenti a Vincenzo Ciancio che, anche grazie a un'affermazione personale, è riuscito a portare il centrosinistra al secondo turno che, inutile nasconderlo, era l'obiettivo di partenza dopo che nel pre-campagna elettorale c'era stata una dolorosa divisione nel centrosinistra. Complimenti anche alla lista di Mina per la Città - Udc che ha ottenuto un importante 15 per cento, facendo una bella campagna elettorale.

Ci sono due settimane, la partita è ancora aperta, nonostante la distanza vista al primo turno. Distanza che, però, può essere colmata a Torremaggiore più che altrove. E anche a destra lo sanno. U' Scazzamurrill' auspica solo un po' più di rispetto da parte di una destra che, dapprima, ha cercato di ridicolizzare il candidato del centrosinistra, poi è arrivata persino alla provocazione di piazza.

Zitto zitto, Vincenzo ha smentito i malauguri della destra (lo bucano, dicevano, lo battiamo al primo turno ecc. ecc.) Ora, per il ballottaggio, dovrà fare - lui e tutti noi con lui - un ulteriore sforzo.

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venerdì, marzo 19, 2010

Messi faccia a faccia, De Vita perde

Crescono le chance del centrosinistra, la destra in chiara difficoltà


Benebenebene, a quanto stanno dicendo tutte le persone interpellate, il faccia a faccia di ieri ha mostrato la differenza di livello tra la proposta che u' Scazzamurrill' sta sostenendo, Vincenzo Ciancio e il centrosinistra, e quella della destra, Leonardo De Vita. Lo gnomo, che purtroppo non ha potuto essere presente al Ciardulli, ne era comunque certo: la proposta di De Vita è una minestra riscaldata. La questione non di persone. Il punto è legato ai progetti e alla credibilità dei progetti. De Vita è la continuità nello sfascio del paese. Per otto anni hanno sgovernato e si ripresentano ai cittadini come verginelle. Qualunque programma, qualunque faccia la destra presenti ai cittadini, non risulta credibile. I palloncini che hanno distribuito in piazza sono ben rappresentativi: ogni palloncino una promessa non mantenuta, ogni palloncino una palla.

Con questo lo gnomo non vuol dire che Ciancio abbia vinto o vincerà le elezioni. Lo spera, ne ha anche qualche convinzione, ritiene che ci siano ottime chance, vede un entusiasmo che cresce. Come ha dimostrato anche il comizio di coalizione dell'altroieri. Poi però nelle urne può sempre succedere di tutto. Qualunque cosa accada, tuttavia, in tutti i confronti diretti il candidato e la proposta della destra hanno mostrato tutti i loro limiti. E questo per un motivo molto semplice: sono nella posizione insostenibile di quelli che non hanno mantenuto le promesse e ora devono dire ai cittadini di fidarsi di loro. La speranza è che i torremaggioresi abbiano l'intelligenza di non farlo.

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lunedì, marzo 08, 2010

Non è tempo per Ponzio Pilato

Bisogna andare a votare e bisogna votare contro i pifferai magici berlusconiani. A Torremaggiore e ovunque



Con il decreto salva-lista, il centrodestra berlusconiano ha dimostrato - ancora una volta, se ve ne fosse stato bisogno - di essere contro la legalità. Il berlusconismo è un'ideologia immorale che sta portando questo paese a diventare una cleptocrazia. E' un'ideologia oligarchica basata sul concetto che gli onesti, quelli che pagano le tasse, devono sostenere una classe parassitaria di evasori fiscali e di individui al di sopra della legge che, se vengono acchiappati con le mani nella marmellata, o urlano al complotto o cambiano la legge. Un'ideologia che si concretizza attraverso il grande inganno della telecrazia, che vuol far credere agli italiani che tutto vada bene mentre in realtà stiamo sprofondando.

Non è più tempo per Ponzio Pilato! E' ora di ribellarsi a questo grande inganno, prima che sia definitivamente tardi. E' ora di dare un colpo al berlusconismo e alle sue menzogne. Negli ultimi 15 anni, da quando il berlusconismo è diventato ideologia dominante (anche in ampi settori del centrosinistra), l'Italia scivola sempre più nelle classifiche internazionali in tema di economia e di libertà. D'altronde tutti noi possiamo dire di stare peggio di 15 anni fa. Solo evasori, ladri e farabutti stanno meglio di un tempo.

U' Scazzamurrill' è assolutamente contrario alla proposta di chi, dopo aver visto l'ennesimo abuso di potere di un governo incapace di governare ma capace di prendere per i fondelli gli italiani, ha chiesto di strappare i certificati elettorali. Tutt'altro, bisogna andare a votare in massa, per sconfiggere il berlusconismo a tutti i livelli. L'appello dello gnomo è semplice: dovete votare e dovete esprimere un voto UTILE, un voto che fa male al berlusconismo, un voto che può sconfiggere questo centrodestra immorale, un voto che prospetta un cambiamento reale e realistico, non utopico e slegato dalla realtà! E' un appello che si estende anche a quegli elettori di destra che considerano la legalità un valore, non un impedimento.

Esprimere un voto che blocchi le tendenze egemoniche dell'ideologia oligarchica e immorale del berlusconismo, vuol dire in Puglia votare per Nichi Vendola e a Torremaggiore votare per Vincenzo Ciancio. Vendola, uscito trionfatore dalle primarie del centrosinistra, ha dimostrato di essere un "cavallo di razza" della politica. Ciancio, indicato dal centrosinistra unito nella nostra città, sta conducendo una campagna elettorale pulita, incentrata sul programma, sulla lotta contro il clientelismo, sull'analisi dei problemi della città e sulle proposte per la loro soluzione. Tutto un altro stile rispetto al candidato del centrodestra che, in puro stile berlusconiano, dice in televisione che Torremaggiore è una specie di oasi di sicurezza in Capitanata e che i torremaggioresi sono ricchi perché nel paese ci sono tante banche. Il messaggio del candidato di centrodestra nega la realtà di una città che vive un disagio profondo sia sul fronte della sicurezza sia su quello dell'economia. Votare per la destra berlusconiana, a Torremaggiore, vuol dire accodarsi a un pifferaio magico che poi vi fa cadere in un pozzo. Votare per Ciancio e il centrosinistra vuol dire votare per un sindaco che vuole affrontare e risolvere i problemi. La scelta è semplice. La scelta è concreta.

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domenica, febbraio 28, 2010

L'ologramma di centrodestra

A Teleblu, Lunardu', mancavi solo tu!



Allora, dopo qualche giorno di silenzio dovuto prima alla parainfluenza (anche gli gnomi se la beccano, ma guariscono presto!) e poi al fatto di essere stato in viaggio, u' Scazzamurrill' vuole fare un punticino sull'andamento della campagna per le elezioni comunali.

Sono state presentate le liste. E ci sono sorprese. Non in quella del Pd. Ma dall'altra parte, perbaccolina, ci sono eccome. Gente che fino a ieri era fan di Di Pietro, mo' sostiene il candidato sindaco Pidielle. Bella coerenza, non pensate? D'altronde, il salto della quaglia, come da anni segnala u' Scazzamurrill', è lo sport preferito della politica torremaggiorese. Lo stesso ex sindaco Alcide Di Pumpo è tornato canguro. Non fai in tempo ad acchiapparlo, che te lo ritrovi in una lista mai vista. Lo gnomo se lo ricorda Ppi, Popolariperlapuglia, Uddiccì, Pidielle. Mo' è diventato i Pugliesi (ma p'cché, l'av't ch' sso', svizzeri?). Secondo lo gnomo potrebbe adottare un simbolo come quei cartelloni pubblicitari dello stadio, che ogni tot secondi cambiano il messaggio. Così si risparmia la fatica, almeno.

Intanto, però, la canguro-nostalgia impazza. Al municipio, per esempio, dopo cinque anni di consiliatura, hanno pensato bene di tirar fuori un mese prima delle elezioni un fascicolo patinato sui "servizi" della città. Un librozzo che - immagina lo gnomo - abbia richiesto cinque anni di compilazione...doveva giustamente uscire con fotazza del sindaco proprio mo', che sindaco più non è (ma è candidato alla regione). Qualche maligno ha detto: eccheccazzo! questo si fa pubblicità elettorale così! Ma no, ma no è pura coincidenza...

Lo gnomo, comunque, non vuole solo parlar male. Invece, una lode vera e sincera la deve fare. Maria Mascia è stata segretaria del Partito democratico negli ultimi anni, traghettando il partito in momenti difficilissimi. S'è spesa, tenendo sempre il filo del partito e permettendogli di mantenere l'unità, anche quando a chiunque sarebbero saltati i gangheri. Ebbene, la logica l'avrebbe sicuramente vista ottima candidata alle regionali. Non è così. Eppure, senza rovesciare tavoli, Maria Mascia ha mantenuto la sua coerenza. E' candidata al Consiglio comunale e, in un mondo di quaglie zompettanti, è sicuramente un bell'esempio di coerenza.

A Torremaggiore è davvero necessaria una svolta, parliamoci chiaro. Lo gnomo sulla sua funghetto-car in questi giorni s'è fatto un po' di strade torremaggioresi. Il degrado è evidente. Le strade sembrano sempre quelle di Beirut. Manco sotto le elezioni hanno buttato un po' d'asfalto. Un quarto di corso è chiuso, perché quasi smottato. Davanti al Castello, siamo allo sterrato (nostalgia per i tempi del principe Raimondo?). Altre vie sono un attentato agli ammortizzatori. Insomma, una schifezza.

Ah un'ultima cosa. Il candidato del centrodestra Leonardo De Vita è solo una fotografia su maximanifesti oppure esiste davvero? No, perché non ve n'è traccia. C'è stato un confronto elettorale su Teleblu, Vincenzo Ciancio c'era, ma Leonardo De Vita no. Dov'era? No, perché i cittadini cominciano a chiedere un bel faccia a faccia tra il candidato della destra e il candidato del centrosinistra. Un bel momento in cui fare domande ai candidati sindaco. Ciancio è pronto. E De Vita? No, perché se continua a essere così assente, uno potrebbe pensare che quello che staziona sul rettifilo non sia un candidato in carne ed ossa, ma un OLOGRAMMA!

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sabato, febbraio 13, 2010

Le domande a cui de Vita non risponde

E se continua così aumenteranno, eccome se aumenteranno...



Vietato domandare. Questa è la "legge" della destra in Italia e pure a Torremaggiore. Le domande fanno male, se non sono concordate, se non sono addomesticate, se non sono utili a fare mera propaganda. Ebbene, u' Scazzamurrill' non ci sta. Nelle elezioni comunali a Torremaggiore ha dato il suo "endorsement" a Vincenzo Ciancio, ha sostenuto con tutte le forze la candidatura di Vincenzo che è persona onesta e che giorno per giorno sta mettendo in campo concetti e idee condivisibili. E lo gnomo è andato certamente in sollucchero, per esempio, quando Ciancio - pubblicamente e coraggiosamente - ha detto che CHI PROMETTE POSTI DI LAVORO IN CAMBIO DI VOTI E' UN BUGIARDO. Lo gnomo aggiunge anche che il clientelista è una CAROGNA, che sfrutta l'esigenza di lavoro dei giovani per il proprio vantaggio personale.

Ebbene, qualcuno accusa lo gnomo di essersi fissato sul nucleare. Non è così, perché il nucleare è certo importante, e quindi insisterà allo sfinimento a fare la sua domanda a Leonardo De Vita, il candidato della destra berlusconiana. E tornerà spesso sull'argomento, perché la questione è rilevantissima e perché il "benaltrismo" della destra è solo il segno di un grave imbarazzo. Ma c'è un'altra domanda - per ora, poi di certo altre se ne aggiungeranno - che u' Scazzamurrill' ha già fatto nei giorni scorsi e continuerà a fare a De Vita fino a che non risponderà - PUBBLICAMENTE E DIRETTAMENTE - ed è la seguente: Leonardo De Vita è disposto a dire la stessa cosa che ha detto Ciancio e cioè che CHI PROMETTE POSTI DI LAVORO E' UN BUGIARDO CHE NON MANTERRA' LE PROMESSE? Lo gnomo aspetta questa pubblica e diretta presa di posizione - come quell'altra sul nucleare - perché un candidato sindaco deve delle risposte ai cittadini.

Un'ultima notazione, che non c'entra niente con le altre precedenti. A quanto risulta a u' Scazzamurrill', il centrosinistra ha consolidato la sua coalizione per cui c'è l'accordo tra i componenti della stessa (Pd, Idv, Lista Marolla e Sinistra e Libertà). Lo stesso, al momento, non pare essere nella destra, dove ogni tanto riemerge l'ipotesi che un pezzo della brontodestra (La Puglia prima di tutto o come cacchio si chiamerà ora...forse visto che è la lista che candidava la D'Addario sarà la Buglia prima di tutto??) corra da sola. Il ritrattino della sinistra litigiosa è un bel, simpatico luogo comune. Ma poi, allo stato dei fatti, dall'altra parte stanno peggio.

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venerdì, febbraio 05, 2010

Le promesse non mantenute del centrodestra /2

Torremaggiore una Svizzera in Puglia o il bancomat dei ladri?



Torniamo a parlare dell'amministrazione comunale di centrodestra, che oggi presenta come candidato sindaco Leonardo De Vita. Abbiamo già analizzato le promesse non mantenute nel settore del turismo, oggi parliamo di un aspetto assai delicato: la sicurezza. Ecco cosa diceva il programma di Alcide Di Pumpo quando è stato eletto cinque anni fa:

"Per garantire la sicurezza a tutti i cittadini contro ogni forma di illegalità, criminalità organizzata, estorsioni, usura, droga, ecc., è necessario adoperare nuove strategie e favorire maggiore vigilanza e prevenzione del territorio.

GLI STRUMENTI:
· trasparente azione amministrativa;
· promozione di attività culturali nelle scuole e nel territorio di educazione alla legalità
· lotta all’usura e al fenomeno delle estorsioni;
· Osservatorio contro la criminalità;
· potenziamento degli organi di prevenzione e di controllo, ad iniziare dal Corpo Polizia Municipale, con adeguati mezzi a disposizione e l'adeguamento graduale del Corpo all’organico previsto, che consenta la possibilità di istituire il vigile di quartiere;
· adeguamento e aggiornamento del Piano Comunale per la Protezione Civile con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, la predisposizione di apposito ufficio, adeguati mezzi e risorse finanziarie;
· piano traffico urbano.
"

Bene! Bravo! Bis! Peccato che Torremaggiore sia stata in questi anni un bancomat a disposizione di tutti i ladri e farabutti della provincia di Foggia. Come lo gnomo ha continuamente denunciato, per anni. Certo, non sta al Sindaco da solo combattere. E però quando il sindaco dichiara che Torremaggiore è una città sicura, una specie di Svizzera in Capitanata - come ha dichiarato - vuol dire che non si ha proprio la percezione della realtà. E, se non si ha il polso della situazione, non si riesce neanche a dare risposte.

Orbene, qualche vigile l'ha assunto pure. Ma per tutto il resto? Quali sono i risultati che si sono ottenuti? Quel pur carente programma che cosa ha prodotto? La verità che, dopo cinque anni, stiamo allo stesso identico punto di prima. Anzi, peggio. Il Comitato per il Partito democratico a Torremaggiore, nel 2007, fece un sondaggio rilevando che un terzo dei commercianti aveva avuto richieste di pizzo. E quante macchine sono state rubate con richieste di riscatto? Quante rapine? Quanta droga circola? L'amministrazione - è vero - non poteva risolvere questi problemi da sola. Ma certo non aver fatto quasi una mazza non è che abbia contribuito a rendere più sicura Torremaggiore. Dove sono arrivati a rubare le pietre del cimitero, ricordiamolo.

Sul traffico, poi, l'amministrazione della destra berlusconiana ci ha fatto solo impazzire cambiando i cartelli ogni due giorni. Intanto, i semafori (che ti salvano la vita) so' tutt' sfascijt, certe strade sono piste da corsa (ma un paio di autovelox perché non metterli in certi punti? non per far soldi, ma per impedire che qualche idiota ammazzi la gente!) e il tappetino stradale sembra quello di Beirut. Aggiungerei anche che ha provato a chiudere mezzo corso (per lungo) mettendo i cessoni che ricorderete. Ha speso denaro pubblico, coi risultati che ricorderete.

Un discorso a parte poi merita un problema particolarissimo: quello dei cani randagi. Per lo gnomo è una questione di sicurezza. Perché prima o poi ci scappa il bambino sbranato. La situazione è a rischio. Anche in questo caso, il sindaco prima ha negato il problema, poi se n'è lavato le mani. Alla fine ha promesso un canile intercomunale. Ma, dopo anni, non se ne ha traccia. E cani sempre più incazzati e pericolosi girano liberamente per la città.

Allora, visto che non hanno mantenuto le promesse, perché rivotarli?

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lunedì, febbraio 01, 2010

Maldicenze provocate

Vendola ha ragione: sanità e politica devono andare su binari diversi



Promesse di posti di lavoro, clientelismo. Nichi Vendola, parlando in questi giorni in diverse trasmissioni televisive, ha puntato il dito contro il modo in cui la politica occupa la sanità e la sanità occupa la politica. Ha perfettamente ragione: è ora che sanità e politica comincino a essere ambiti separati.

A Torremaggiore il centrodestra ha indicato come candidato sindaco un manager della sanità locale, Leonardo De Vita, facendo una classica scelta che non dialoga con lo sviluppo, ma dialoga soltanto col mondo dell'Asl. E di conseguenza è cominciato un turbinio veramente inquietante di voci e maldicenze. U' Scazzamurrill' ha già dovuto respingere alcuni messaggi in questo senso, non ha intenzione di pubblicarne, perché ritiene che per dire certe cose bisognerebbe avere le prove. Anzi, esprime solidarietà al candidato della destra, oggetto di queste maldicenze. Lo gnomo è contro la destra, contro la candidatura di De Vita, ma con correttezza.

Tuttavia una cosa la vorrebbe dire alla destra berlusconiana torremaggiorese. Era del tutto ovvio che una candidatura di quel tipo avrebbe portato a voci e sospetti. Lo gnomo da mesi ha chiarito che non avrebbe sostenuto candidature (a sinistra) legate al mondo della sanità, proprio perché questo tipo di candidature crea una naturale distorsione. La destra, oggi, può spendere tutti i soldi che vuole in tricchetracche e castagnole, in cantanti, nani e ballerine, ma rischia che i suoi sforzi economici vengano vanificati, perché continua a soffiare il venticello della maldicenza. Avrebbe potuto evitarlo, scegliando un candidato dal diverso profilo.

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martedì, gennaio 26, 2010

De Vita, una minestra scotta. E' ora di cambiare menù!

Dopo gli anni bui della destra, con Vincenzo Ciancio ci attendiamo concretezza e fatti



E' stata una dura battaglia, quella per impedire che a Torremaggiore operazioni trasformistiche venissero imposte dall'alto al Partito democratico e alla coalizione di centrosinistra. Alla fine, il Pd ha dimostrato di avere la spina dorsale diritta, gli alleati si sono dimostrati leali e ora comincia l'impresa più dura: battere la destra.

Come avrete visto, il paese è stato invaso da maxicartelloni, gigantografie del candidato di destra Leonardo De Vita. Rivendica un'"esperienza" che, volendo, si può chiamare anche in un altro modo. E sì, perché De Vita e il partito di cui è espressione (Pdl) sono stati e sono l'ossatura dell'amministrazione Di Pumpo. Quindi, quel che ci attenderebbe con De Vita sarebbe la continuazione della lenta e marcescente agonia di Torremaggiore.

Cos'ha fatto quest'amministrazione (con tutti i suoi rimpasti e con tutte le sue maggioranza partitiche mobili, di cui ha fatto parte pure l'Udc) in questi anni? C'è stata una svolta a Torremaggiore? Voi l'avete vista? Le strade del paese sembrano quelle di Beirut (ah, ma sotto elezioni magari nu' poc' d'asfalt' u men'n) e dal punto di vista della sicurezza Torremaggiore è il bancomat di tutti i ladri e fetenti della provincia. La città è invasa da cani randagi e, nonostante le promesse che risalgono ormai ad anni fa, non è stato fatto nulla. Siamo in una situazione in cui si arrivano a saccheggiare le pietre del cimitero. L'economia è boccheggiante, non si è vigilato sul territorio, dove i cittadini hanno dovuto urlare l'esistenza di una discarica (vedi Chiant' chian') , dopo che venivano sistematicamente snobbati.

Dal punto di vista della cultura e delle politiche giovanili è il deserto, Non c'è più una biblioteca, di fatto. Non è stata fatta alcuna politica seria per promuovere i talenti giovanili. Si sono inaugurate solo inutili, brutte piazze, con statue di papi annesse, come se qualcuno volesse aprirsi una via scultorea al paradiso. E, intanto, i nostri giovani emigravano e nessuno che cercava una ricetta per dare loro una prospettiva. Salvo riproporre il solito, vecchio strumento del clientelismo politico, che non è una cura, è un tumore.

Questi sono stati gli anni della destra a Torremaggiore. E' ora di chiudere questa pagina triste della storia del nostro paese e di dar vita a una svolta netta. U' Scazzamurrill' si attende da Vincenzo Ciancio un programma forte, innovativo e concreto e si aspetta che lo realizzi. De Vita l'abbiamo già "assaggiato", è un Di Pumpo ancor meno efficiente, una minestrina riscaldata e scotta. E' ora di cambiare menù.

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lunedì, gennaio 25, 2010

Nichi stravince e dà una lezione di democrazia

Ora tutti assieme a Vendola, per rivincere le regionali



Nichi Vendola ha dato una bella lezione di democrazia a tutti noi. Ha stravinto le primarie del centrosinistra, guadagnandosi sul campo ancora una volta la candidatura a presidente della Regione Puglia e dimostrando di essere un politico di razza. Francesco Boccia, dal canto suo, ha preso atto con amarezza della sconfitta, ma ha dimostrato di essere una persona coerente giocando fino in fondo una partita compromessa non per colpa sua, ma per colpa di altri apparati del partito, a partire dal presidente Massimo D'Alema che forse qualche autocritica dovrebbe farla.

Comunque la si pensi, è stata una prova eccezionale di democrazia che, a parere di u' Scazzamurrill', mette il centrosinistra nello spirito giusto per vincere di nuovo le regionali. Il Partito democratico, oggettivamente uscito spaccato e sconfitto da queste primarie, ora deve fare la stessa cosa fatta alle scorse elezioni: prendere atto e sostenere lealmente, con tutte le forze, Vendola. Sono convinto che lo farà, sono certissimo che ciò accadrà ovunque.

A Torremaggiore c'è stata una bella prova democratica al voto. Vendoliani e bocciani sono andati tranquillamente a votare si sono espressi in un significativo numero. La campagna - come anche u' Scazzamurrill' aveva chiesto - è stata abbastanza pulita e con toni che non hanno mai travalicato i limiti della civiltà. E' spiaciuto solo vedere affluire al seggio alcuni esponenti politici che non hanno a che vedere nulla col centrosinistra, anzi in alcuni casi sono contro questo schieramento politico (per esempio alle prossime comunali). Non fraintendiamo, non hanno inficiato nulla. Hanno votato alcuni per Vendola, altri per Boccia. Come dire: sono stati ininfluenti. Tuttavia, è una questione di correttezza personale. E' come se Berlusconi o Casini fossero andati a votare alle primarie per eleggere il segretario di Pd. Una brutta pagina d'incoerenza. Per fortuna, il centrosinistra di Torremaggiore è realmente democratico e pacifista e sa accogliere chiunque con un sorriso. Ma, in altri tempi, questa situazione sarebbe stata vista come una provocazione.

Insomma, quella di oggi è la valutazione più semplice che lo gnomo si sia mai impegnato a fare: tutti ora devono sostenere Vendola per andare a vincere insieme queste elezioni regionali. E' possibile e, secondo lo gnomo, anche probabile. Con o senza l'Udc che - in Puglia come a Torremaggiore - potrebbe rivelarsi alla fine meno necessaria di quanto non crediamo oggi.

P.s.: per essere trasparenti, devo dire che u' Scazzamurrill' non è andato a votare, perché costretto a ripartire da Torremaggiore per lavoro sabato e quindi impossibilitato materialmente a recarsi al seggio. Se avesse potuto, alla fine avrebbe votato Boccia con la testa, anche se il cuore diceva Vendola.

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venerdì, gennaio 22, 2010

Poche ciance, vota Ciancio!

Vincenzo incoronato, parte la campagna per buttare la destra all'opposizione

Bene, i dirigenti del Pd di Torremaggiore, alla fine, hanno dimostrato di saper reggere alle pressioni di chi voleva far cadere l'unica candidatura seria e ragionevole possibile, quella di Vincenzo Ciancio. Complimenti, anche se si poteva far molto più in fretta.

Peccato solo per una nota stonata. Ebbene, resta ancora qualche dirigente che scambia il direttivo del partito come un consesso di amici davanti a un bicchiere di vino, e quindi s'incazza se il legittimo diritto all'informazione viene esercitato come sarebbe normale in un partito che si dice democratico. A costoro, u' Scazzamurril' spiega una volta per tutte che il blog non è un organo di partito e che il centralismo democratico è finito da diversi decenni.

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