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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

giovedì, marzo 27, 2008

C'è posta per Paolo Campo...


U' Scazzamurrill' ha ricevuto copia della seguente lettera che è stata inviata via fax al segretario provinciale del Partito democratico Paolo Campo, in relazione al manifesto - intestato Federazione provinciale del Pd di Foggia - di cui ha dato notizia anche la Gazzetta del Mezzogiorno. Dal momento che non v'è certezza sulla paternità di quel documento un po' stalinista, chi ha scritto chiede una spiegazione immediata. La lettera è firmata, non anonima, visto che lettere anonime ne girano pure troppe. Naturalmente, se quel manifesto si rivelasse falso, chi l'ha ispirato, redatto e affisso avrebbe - a parere dello gnomo - l'obbligo morale di dimettersi dal partito e di riconsegnare il certificato di fondatore del Pd.

Torremaggiore, 25 marzo 2008

Caro segretario,

chi ti scrive è da tre anni almeno impegnato nella difficile, e oggi direi frustrante, costruzione del Partito democratico a Torremaggiore. Prima attraverso l’impegno del Comitato per il Partito democratico, poi come candidato alle Primarie nelle liste nazionali e, oggi, come semplice aderente al partito. Ti scrivo per chiedere un chiarimento, una tua presa di posizione, su un fatto che ritengo di estrema gravità.

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 23 marzo c.a., nella pagina di San Severo e Alto Tavoliere, è apparso un articolo intitolato “L’ex sindaco Marolla fuori dal Pd”. Nel contenuto si rende pubblico un provvedimento in base al quale, sostanzialmente, la Federazione provinciale di Foggia avrebbe messo fuori dal Partito il consigliere Marolla, in quanto candidato in altra lista a te collegata.

L’articolo, in realtà, riprende un bizzarro manifesto che già da giorni circola per Torremaggiore e che porta l’intestazione Federazione provinciale di Foggia. Orbene, a tutt’oggi non v’è a Torremaggiore alcuna certezza che quel documento sia originale. Anzi, la sua formulazione e i suoi contenuti, che fanno pensare a un provvedimento d’espulsione del tutto al di fuori dalle procedure previste dallo Statuto del Partito democratico, mi fanno ritenere con una buona approssimazione che possa trattarsi di un falso.

A questo punto, a mio parere, urge un chiarimento. Io non sono un elettore della lista in il consigliere Marolla è candidato. Ma, nel momento in cui il mio Partito è associato a un documento di cui non ho certezza di veridicità, non posso rimanere in silenzio. L’unico che può e, a mio parere, deve sciogliere questo dubbio sei tu, in qualità di segretario provinciale del Partito. La Federazione provinciale del Pd di Foggia si attribuisce la paternità del provvedimento di espulsione del consigliere Marolla dal Partito? La Federazione provinciale ha mai emesso un documento che sancisca l’espulsione del consigliere Marolla? Laddove la risposta sia negativa, allora credo sia necessario che la Federazione renda pubblica una smentita.

Certo di un tuo intervento chiarificatore, ti saluto cordialmente.

Antonio Moscatello

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domenica, marzo 23, 2008

Purghette staliniane a Torremaggiore


Leggo oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno che la Federazione provinciale di Foggia del Partito democratico avrebbe messo Matteo Marolla fuori dal Pd. La cosa ha dell'assurdo. A questo punto, u' Scazzamurrill' si sente di puntualizzare alcune cose. Ribadendo che non intende consigliare di votare per la lista in cui s'è candidato Marolla e di dare il voto solo per la lista nazionale di Walter Veltroni, lo gnomo considera comunque assurdo questo tipo di provvedimento per una serie di motivi. Li spiego in brevissimo:

1) Un partito che si definisce "inclusivo" che esordisce con espulsioni, con purghette staliniane ai lapasciul' che fanno ridere, fa davvero una pessima figura.

2) Marolla, che abbia torto o ragione, s'è candidato in una lista elettorale collegata, non in un partito concorrente. La differenza è chiara. D'altronde, un Pd che candida al suo interno iscritti al Partito radicale, non capisco in base a quali principi possa espellere uno dei suoi fondatori perché si candida in una lista collegata.

3) Lo Statuto del Partito democratico non dà né al Circolo locale, né alla Federazione provinciale il potere di espellere chicchessia. Le regole sono regole. Esiste nello Statuto solo un articolo, che prevede che la Commissione di Garanzia - e non la Federazione o il Circolo! - possano valutare le condizioni ostative all'iscrizione di un militante. E, tra queste, non c'è certo la candidatura in una lista collegata. Allora, quale Commissione di Garanzia ha cacciato Marolla? In base a quali "capi d'accusa"? E con quali garanzie di difesa? Basta emettere un comunicato semiclandestino per cacciare una persona da un partito? Se così fosse, sarebbe indecente.

4) Possibile che la Federazione provinciale possa rendersi responsabile di una così marchiana violazione dello Statuto? L'impressione dello gnomo è che questo documento sia stato redatto, in termini chilometrici, molto più vicino a Torremaggiore di Foggia o Manfredonia (donde Campo viene)...magari c'è la manina o la manona da qualche fine pensatore della politica sanseverese o, addirittura, torremaggiorese. Vadano a leggere lo Statuto: non siamo in un partito stalinista in cui ci si può permettere di espellere la gente così, senza rispettare le regole. Mi attendo che la Federazione smentisca di aver preso un provvedimento così ridicolo! E soprattutto: A MANFREDONIA, SAN SEVERO E FOGGIA COMINCINO A FARSI I CAZZA LOR'! LA SMETTANO DI METTERE BECCO NELLA POLITICA TORREMAGGIORESE! E' ORA CHE PENSINO AL PAESE LORO, VISTO CHE HANNO RESO QUESTA PROVINCIA UNA DELLE PIU' POVERE D'ITALIA.

5) Ma poi, alla fin fine, esiste anche una cosa che si chiama buon senso! In un momento in cui stiamo affrontando una durissima campagna elettorale, al posto di cercare di serrare le fila, a Torremaggiore cacciamo la gente per prendere ancora meno voti? Tutto ciò è ridicolo.

Queste considerazioni di qui sopra, lo ribadisco ancora una volta, sono considerazioni di principio. A Teo Marolla va la solidarietà personale di u' Scazzamurrill' che, comunque, per una questione di coerenza al progetto di rinnovamento che ha sposato, chiede ancora ai suoi due o tre parenti e/o amici di "punire" il modo assurdo in cui è stata condotta la vicenda delle candidature alle provinciali con l'astensione per il voto provinciale e il voto convinto per il Pd sulla lista nazionale.

P.S. : Fermo restando quanto scritto in precedenza e nei commenti correlati, u' Scazzamurrill' aggiunge questo post-scriptum per deprecare nella maniera più assoluta il comportamento di chi invia minacce e lettere anonime in giro. E' gravissimo che un momento di confronto democratico come le elezioni vengano macchiate da qualche idiota. Spero che le Autorità competenti possano fare presto luce su questo episodio vergognoso.

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Gramsci spiega la Casta


U' Scazzamurrill' non è uno di quelli che, quando certe teorie diventano "fuori moda", rinnegano tutto e buttano all'ammasso decenni d'elaborazione teorica e politica. Lo gnomo è rimasto di sinistra e certe idee, dal suo punto di vista, sono ancora valide. In particolare, a suo parere, restano validissime tanti dei concetti espressi da Antonio Gramsci.

Allora, come mero "divertissement" culturale, proviamo ad analizzare in termini gramsciani una questione centrale nel dibattito politico italiano, e anche torremaggiorese visto l'ultimo Consiglio comunale STRAORDINARIO. Si tratta del tema della "Casta", di cui tanto s'è parlato nell'ultimo anno sui media nazionali.

Ebbene, la "Casta" altro non è che una fascia politico-sociale (chiamarla classe politica è riduttivo, perché non sono solo politici a farne parte) che ha esercitato negli ultimi venti anni l'egemonia in Italia. E qui dobbiamo introdurre una distinzione fondamentale. Non abbiamo parlato di "classe dominante", perché siamo fedeli alla distinzione gramsciana tra "dominio" ed "egemonia". Mentre il primo, infatti, esprime un mero possesso della forza (politica, militare, economica), la seconda invece implica anche la capacità della classe dominante di far combaciare il suo interesse con le aspirazioni delle classi subordinate. Anche per questo, spesso l'egemonia è usata da Gramsci nell'accezione di "egemonia culturale".

Questa distinzione è importante, perché la classe egemone deve avere la capacità non solo di comandare, ma anche di "dirigere" la società. Ovvero di essere "classe dirigente". E deve avere la forza persuasiva di far aderire le classi subordinate al suo progetto. E, tuttavia, accade che l'esercizio dell'egemonia da parte delle classi egemoni entra in crisi. Oggi, ad esempio, abbiamo una situazione economica difficilissima in Italia. I salari sono fermi da un decennio, il paese è esposto alle turbolenze dei mercati internazionali, a partire da quello dell'energia, che provocano rialzi dei prezzi e una spirale inflazionistica. Siamo sull'orlo di una recessione mondiale, che rischia di trovare l'Italia in una situazione di grave fragilità. E, in questo senso, la classe egemone ha esercitato il suo potere contro e non a favore dell'intero tessuto sociale. Nell'ultimo decennio, infatti, se tanti si sono impoveriti, altri si sono arricchiti. Interessi confliggenti, insomma.

Gli ultimi anni hanno dimostrato chiaramente che la "classe dirigente o egemone" italiana non è stata capace di esercitare l'egemonia e, per questo s'è trasformata in "Casta". Cioè, ha perso la capacità di far apparire i propri interessi combacianti con quelli delle classi subordinate, mostrando di essere qualcosa di irrimediabilmente "staccato". Le classi, nell'Occidente capitalista avanzato, devono essere mobili (vd. ascensore sociale), mentre le "caste" indiane sono cristallizzate. Nelle prime dovrebbe contare principalmente il merito, mentre nelle secondo conta solo il censo. L'Italia di oggi pare avvicinarsi più al secondo modello che al primo. Ed è quello che il ceto dominante italiano ha perseguito, rinunciando a essere classe dirigente. Insomma, a mio parere, il termine "Casta", con tutto il suo connotato spregiativo, altro non è che un modo per rappresentare una "crisi d'egemonia".

Cosa accade quando un ceto dominante entra in crisi d'egemonia? E qui si pongono i dubbi. Secondo Gramsci, quando una classe dominante si mostra incapace d'essere egemone, lascia spazio alla classe subordinata per indicare concrete soluzioni che l'accreditino come classe dirigente, allargando la propria visione del mondo ad altre classi e creando il cosiddetto "blocco sociale". Ma, dai tempi di Gramsci, si sono susseguite altre crisi d'egemonia e s'è dimostrato - come ha scritto Giovanni Arrighi - che esistono crisi d'egemonia che non portano a questo risultato, ma a una "riforma" da parte della classe dominante, che permette di recuperare l'egemonia. In quel caso, afferma Arrighi, si può parlare di una "crisi-spia". Ora, se quella attuale in Italia sia una crisi d'egemonia vera e propria o solo una crisi-spia lo capiremo solo col tempo.

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venerdì, marzo 21, 2008

Un Consiglio davvero straordinario

Cose turche e turpi stanno accadendo nella politica torremaggiorese. U' Scazzamurrill' trova questa situazione sconfortante. Tra "pupari" sanseveresi o di altra provenienza che stabiliscono chi deve e chi non deve stare nei partiti, come se i partiti fossero un fatto privato e non pubblico, e stramberie personalistiche di tutti i tipi, la politica torremaggiorese sta sprofondando nell'abisso del ridicolo.

Prendete il Consiglio comunale STRAORDINARIO di ieri. Con un paese pieno di problemi di tutti i tipi, si organizza una seduta di quel tipo per il trasferimento di un dirigente Asl che incidentalmente è anche capogruppo di Forza Italia e candidato al Parlamento. La logica in base alla quale si organizza una roba del genere è sostanzialmente: dal momento che la persona in questione, rispettabilissima per quel che mi riguarda e magari ha anche le sue ragioni, è candidata con la destra e la direzione generale dell'Asl è di nomina politica regionale, quindi è fatta su indicazione del centrosinistra, questo trasferimento è sicuramente una persecuzione e un tentativo di mettere a rischio la stabilità dell'amministrazione comunale di Torremaggiore. Siamo francamente nell'assoluta anormalità su tutti i fronti. E spiego il perché.

1) Le logiche politiche sono presentissime nelle Asl e chi lo nega è in malafede. Quindi, in linea teorica, non si può escludere che dietro il trasferimento in questione ci sia un ragionamento politico. E questo sarebbe grave, ma andrebbe dimostrato, verificando le eventuali responsabilità. Della cosa dovrebbe essere investita la Magistratura, che speriamo faccia luce.

2) E che c'entra la maggioranza al Comune di Torremaggiore? Qui il discorso si fa terribilmente politico. Ma di una politica che confonde interessi personali e interesse collettivo. Come mai si teme che un fatto di natura personale, per quanto possa essere grave, abbia una ricaduta sull'amministrazione comunale? Di Pietro si chiederebbe: "che c'azzecca" la questione personale del trasferimento all'Asl col mandato politico in Consiglio? Forse che questa ricaduta è stata minacciata?

3) In realtà c'è un problema generale nel rapporto tra politica e sanità. E' un problema che riguarda tutta l'Italia. Io credo che sia ora che la politica esca dalle Asl. E' assurdo che i partiti nominino i direttori generali delle Asl, i quali di fatto decidono tutto. Decine di inchieste della magistratura hanno dimostrato che questo sistema provoca clientelismo, voto di scambio, inefficienza, sprechi colossali. Chiunque vada al governo dopo queste elezioni, non avrà alcuna credibilità se non affronta questo problema. E' impossibile che nella Sanità italiana la politica decida in maniera clientelare persino le assunzioni dei portantini.

4) Il rapporto tra politica e sanità è biunivoco. Sembra che per la selezione del personale politico, ormai, si vada a pescare nelle liste dell'Ordine dei Medici. E' possibile che i politici debbano essere tutti col camice bianco? In Sicilia, addirittura, hanno coniato la definizione "mafia bianca". E come mai sono così tanti operatori del mondo della sanità in politica, qual è la loro capacità "attrattiva" rispetto a chi svolge qualsiasi altra professione? C'è da chiederselo...a me il dubbio (che è molto più d'un dubbio) che la Sanità sia una macchina partitocratica più che una macchina per garantire la salute della gente, è sorto spontaneo.

5) Un altro aspetto assai antipatico di questa vicenda, per tornare a Torremaggiore, è quello collegato a quella che ormai chiamano tutti Casta. Facciamo un esempio. Immaginiamo che io - spogliato dalla natura di gnomo - sia un dipendente dell'Asl, un inserviente diciamo. Immaginiamo ancora che io sia un signor-nessuno, senza cariche politiche e senza tessere. Miracolosamente vengo assunto e, parliamo sempre per esempio, mi mettono a raccogliere merda. Io lo faccio, è il mio lavoro. Ma passa un giorno, passa l'altro, vedo che gente con la mia stessa qualifica sta in ufficio o batte la fiacca, mentre io continuo a raccogliere merda. Poi, all'improvviso mi spostano a Roccacannuccia. Penserei che si tratti di una discriminazione, di una persecuzione nei miei confronti, giusto? Ebbene, mi rispondano i signori consiglieri comunali di Torremaggiore: il Consiglio comunale verrebbe convocato in seduta straordinaria?? Ho i miei fondati motivi per dubitarne.

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martedì, marzo 18, 2008

La mano di Berlusconi


U' Scazzamurrill' era, tra il brusco e il lusco, accovacciato sotto il banano della Villa comunale, eletto a sua dimora, quando abbassando gli occhi vide qualcosa che non si sarebbe mai aspettato. Uno ancora più basso di lui, lo guardava con l'occhio padronale...la folta chioma trapiantata si muoveva al vento, il completo Caraceni luccicava, la cravatta di Marinella campaggiava.

"Mi consenta!" esclamò quello più basso dello gnomo. E a quel punto U' Scazzamurrill' lo riconobbe. Era lui, il Cavaliere di Arcore, l'Unto dal Signore, il Suocero di tutte le precarie gnocche...

"Cavalier Berlusconi, ma cosa fa qui, a Torremaggiore?", chiese lo gnomo.
"Sono qui per stringere la mano a chi guida il Partito democratico locale", rispose il Berlusca.
"EH??? Ma cosa dice!"
"Ma certo, sono alleari migliori di Bossi, Fini..."
"E perché mai?"
"Tappo! mica devo spiegare a te..."
"Tappo? Ma sint' a cchi parl', stu' stupp'l' d' cacatur'!!"
" Non capisco il tuo idioma da terùn" disse il brianzolo. "E comunque, te lo spiego subito. Come me la definisci una maggioranza del Pd che, alla vigilia di una difficilissima tornata elettorale nazionale, non solo dà margine a pezzi del partito di candidarsi in proprio - e questi sono fatti loro, chemmenefrega della provincia a mi' -, ma addirittura cerca di allontanare pezzi dal partito? Perché è evidente che se prima vuole espellere un esponente del partito che, piaccia o non piaccia, quei cinque-sei voti li smuove, e poi pubblicamente lo si caccia di fatto dal partito, visto che non se ne anno gli strumenti statutari, allora vuol dire che vogliono fare un favore all'avversario. Cioè, a me Unto del Signore!"

A quel punto a u' Scazzamurrill' s'aprì un mondo e gli venne in mente quel direttivo in cui qualcuno urlava "A Maroll' l'espellim'!!! L'espellim'!!!!" Pur sapendo che, ancora non essendoci iscritti, che cazz' vu' espell' un' ca non e' manc' dirigent'?? E, ancora, perché mai si dovrebbe espellere uno che si candida nella lista collegata (e non quindi di un altro partito!), come ne esistono in tutta Italia senza che nessuno faccia espulsioni di massa, allo stesso candidato presidente della provincia? E poi, visto che non lo possono espellere, prendono a occasione una lettera che quello ha inviato per fare un manifesto un po' stalinista in cui, di fatto, lo cacciano? Non c'è altra spiegazione: vogliono fare perdere voti al Partito democratico al voto nazionale.

U' Scazzamurrill' ci rifletté un attimo. Poi all'improvviso, si mise a urlare:

"Arriv' a Finanz'!!!!! Arriv' a' Finanz'!!!!!!!!!!!!!!"

Dimenticandosi che non capiva l'idioma terùn, Berlusconi scappò via di volata...

E poi lo gnomo scrisse un biglietto a Maroll', che suona così: "Caro Maroll', io penso che i partiti non si fanno a espulsioni, ma a inclusioni. Quindi ti chiedo un favore scazzamurrillo: tu fa votare lo stesso a Veltroni, anche se quellillà t' vonn' espell'. Ascoltami, anche se lo sai che io non ti voto!"


Post scriptum:

Qualcuno s'è ritenuto offeso dal fatto che a un certo punto del post qui sopra, u' Scazzamurrill' evochi la Finanza per far scappare via Berlusconi. Sarà stato qualcuno del centrodestra, direte voi!!! No...è qualcuno che nel centrosinistra pensa che si parli di lui, anche quando alla gente non passa manco per la testa d'evocarlo.

Il messaggio di quel passaggio era evidente, e u' Scazzamurrill' trova bizzarro doverlo precisare, ma lo farà comunque. Berlusconi - e basta leggere le cronache degli ultimi 15 anni per saperlo - è stato sotto inchiesta per diverse questioni e, in queste inchieste, la Finanza ha avuto un ruolo importante. Ancora, Berlusconi ha dato una specie di "giustificazione morale" dell'evasione fiscale, reato che come si sa è la Finanza a perseguire. Ecco perché Berlusconi scappa. Adesso, si può capire che minchia c'entra con questa cosa qualche singolo esponente del centrosinistra locale? Capisco che si cerca ogni scusa per delegittimare gli altri...espellerli, cacciarli dal partito e via cantando. Ma almeno si cerchi di non sfondare il limite del ridicolo.

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sabato, marzo 15, 2008

Randello democratico e moltiplicazione dei candidati


Ecco i risultati. Quando non si passa attraverso il difficile processo del dialogo, della condivisione, della partecipazione alle scelte, ma invece si preferisce imporre le decisioni, agire in maniera proterva, si producono i disastri. E perché poi? Per una serie di personalismi francamente incomprensibili.

Gli elettori torremaggioresi che il 13 e 14 ottobre si recheranno alle urne per votare per il Consiglio provinciale - a quanto risulta allo gnomo - si troveranno di fronte a una quantità ingiustificabile di candidati locali per il centrosinistra. Oltre a Mascia, che il direttivo del Partito democratico ha scelto a maggioranza tra cinque candidati, senza che la "maggioranza" (o meglio, quella che si è scoperta essere corrente di maggioranza in quella sede) abbia cercato di costruire una qualche condivisione, ne abbiamo altri due.

Nell'Italia dei Valori, a quel che risulta a u' Scazzamurrill', si sarebbe candidato Celeste, ex esponente dell'Udeur. Ve li ricordate Mastella e Di Pietro nel governo Prodi? Litigavano ogni giorno, non erano d'accordo su nulla. Partivano da posizioni opposte. Ebbene, a Torremaggiore si svolazza tranquillamente dall'Udeur mastelliano all'Italia dei Valori dipietrino. Evviva la coerenza!

Invece, nella lista Pellegrino pro-Campo, sarebbe candidato l'ex sindaco e consigliere provinciale uscente Marolla. E qui va fatto un discorso chiaro. U' Scazzamurrill' ha spesso attaccato Marolla e tuttora pensa che ci sono delle fasi diverse nella dinamica politica: a Torremaggiore questo dovrebbe essere il momento del rinnovamento e francamente Marolla non è propriamente un candidato nel segno della discontinuità. E, tuttavia, la scelta di Marolla lo gnomo lo capisce. Se da parte dell'attuale maggioranza del Pd locale non s'è sentito il bisogno neanche di interpellarlo, oppure di dirgli qualcosa come "senti, capiamo la tua posizione, ma pensiamo che stavolta tu ti debba mettere da parte", e lo si scarta via senza neanche dirglielo in faccia, ebbene è ovvio che lui si ribelli. E quindi è da rispettare, per quel che pensa lo gnomo, il fatto che ci metta la faccia, nonostante le enormi pressioni che sono state fatte a tutti i livelli per impedirglielo. Anche da parte di qualche "maestro della politica" sanseverese, che dovrebbe cominciare a imparare che non si comanda in casa d'altri.

Quale sarà il risultato di questa scelta assurda? U' Scazzamurrill' attenderà il 14 ottobre per fare una valutazione. Lo gnomo ritiene che chi ha voluto agire a colpi di randello, non praticando il dialogo e la condivisione, dovrà assumersi la responsabilità. Comunque non si preannuncia niente di buono per il Pd. Intanto, u' Scazzamurrill' ribadisce la sua posizione: chiederà a quei suoi due o tre amici e familiari di votare per le elezioni nazionali per il Pd e Veltroni, mentre chiederà di non votare per la Provincia. Per nessuno.

P.S.: so che l'immagine di sopra non c'entra niente. Ma era troppo bella, non potevo non metterla!!!!!

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Desolation Road (SS16) /2


Finalmente qualcosa si muove. La Squadra mobile di Foggia in una brillante operazione - denominata "Ebano" (come un bellissimo libro di Riszyard Kapuscinski) - ha smantellato una rete di sfruttamento della prostituzione di donne nigeriane, detenute in stato di vera e propria schiavitù. I dettagli li potete leggere in un lancio Ansa.

Sono state emesse ordinanze di custodia cautelare per sei cittadini nigeriani e liberiani. Gli arrestati sono accusati di favoreggiamento all'immigrazione clandestina di giovani donne nigeriane, finalizzata all'induzione alla prostituzione. Alcuni degli indagati risponderanno anche dell'accusa di sequestro di persona, maltrattamenti, lesioni e percosse. La cosa sconcertante, anche se non nuova in indagini di questo genere, è che le donne venivano terrorizzate attraverso riti tribali (li hanno definiti Vodoo, ma non sarei troppo certo che si tratti di quel tipo di ritualità tipica della Giamaica).

L'indagine avrebbe avuto inizio nel luglio 2006 dalla denuncia di una giovane nigeriana, stanca di subire soprusi e maltrattamenti. Le numerose intercettazioni telefoniche fatte, e i servizi di osservazione, hanno consentito di fare luce su una struttura, al cui vertice vi era una coppia composta da un liberiano ed una nigeriana.

"Gli arrestati esercitavano nei confronti delle giovani vittime un diritto di proprietà, accompagnandole, controllandole e riprendendole al termine del lavoro, sulle principali strade della Capitanata, da mattina a sera. Alcune vittime sono state segregate in casa. Spesso gli aguzzini usavano violenza verso le 'loro ragazze', percuotendole quando guadagnavano meno del previsto", scrive l'Ansa.

"L'indagine ha messo in evidenza anche il collegamento di alcuni indagati con una struttura criminale trans-nazionale che si occupava, in modo capillare, di reclutare nei villaggi della Nigeria giovani donne allo scopo di farle giungere in Europa per avviarle alla prostituzione da strada. Dal giro le donne potevano uscire solo dopo essersi riscattate, pagando una somma che variava dai 20mila ai 50mila euro", continua l'agenzia di stampa.

"I riti voodoo - conclude l'Ansa - venivano esercitati al momento del reclutamento per ottenere l'omertà delle vittime. Le donne erano anche sottoposte a pressione psicologica, erano minacciate di gravi ritorsioni su di loro e sui loro famigliari. Accertata l'istituzione di una cassa comune denominata 'Meeting' ove le ragazze sfruttate, mensilmente, versavano una quota dei proventi della loro attività, solitamente 1.000 euro: l'intera somma veniva periodicamente prelevata a turno dalle 'madame sfruttatrici'. Le circa 6.000 telefonate intercettate in stretto dialetto nigeriano hanno consentito di accertare collegamenti tra Foggia e l'Emilia-Romagna (Modena e Reggio Emilia) dove le ragazze venivano spostate in caso di pericolo o di necessità".

A parere di u' Scazzamurill', tuttavia, fermarsi agli arresti di questi sfruttatori potrebbe essere poco. L'impressione, percorrendo Desolation Road (ovvero la Statale 16), è che le organizzazioni che vivono sullo schiavismo di quelle povere ragazze sono più di una. E, sicuramente, devono godere di appoggi nelle organizzazioni camorristico-mafiose che "controllano il territorio" da un punto di vista malavitoso. Lo gnomo è certo che la Magistratura e le Forze dell'Ordine, che hanno dato questo importante risultato, incideranno ancor di più il bisturi in questo orribile cancro. Per il bene del territorio e, soprattutto, di quelle povere ragazze.

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giovedì, marzo 13, 2008

Far la recluta da generale


Avete mai visto un esercito nel quale chi si arruola entra da generale e mette i suoi uomini nello stato maggiore? In genere funziona così: si entra da soldato semplice, poi si fa carriera, fino a diventare caporale, sergente, maresciallo, tenente, capitano, maggiore, tenente colonnello, colonnello, generale...è un processo di crescita. Se uno merita e vuole, va avanti. Se non merita, o non vuole far carriera, resta al palo.

Nel Partito democratico a Torremaggiore, invece, mi pare di capire che arriva il Pincopallino qualunque, magari munito di alucce da quaglia svolazzante, e dice: io entro se mi date un "tot" di poltrone nel direttivo. Una specie di mercato inverecondo.

Personalmente ribadisco: voglio un partito aperto, inclusivo. Ma questo non vuol dire che chi vuole aderire "tratta" il numero di poltrone. Vuol dire che chi vuol aderire si fa la tessera, lavora per il partito come fanno tutti e, nei congressi, quando sarà il momento, si candida a ricoprire incarichi. Non possiamo mica combattere contro la cooptazione a livello nazionale per poi praticarla noi per primi a livello locale. Non sarebbe la prima volta che a Torremaggiore ci si predica veltroniani e poi si fa il contrario di quel che Veltroni dice.

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domenica, marzo 09, 2008

Napoli siamo noi /3


Oggi su Report hanno parlato ancora una volta del tema dei rifiuti industriali tossici illegali in Campania. Noi a Torremaggiore abbiamo trattato la questione nell'iniziativa "Napoli siamo noi..." e abbiamo spiegato come il dramma della Campania ci appartiene, perché sarà il nostro futuro se non ci muoviamo subito. Voglio ricordare a tutti il dato della vergogna in Puglia: sono state individuate 600 discariche abusive.

Ma nel guardare la puntata di Report, m' tornato in mente un intervento di Pier Paolo Pasolini per la rubrica Caos che teneva nel settimanale Tempo. Sono andato a ritrovarlo: è del 1969 e parla dei monumenti, del patrimonio artistico culturale, ma possiamo benissimo riferirlo al nostro territorio.

"Stanotte nel dormiveglia, ho avuto una di quelle illuminazioni (che in psicologia si chiamano "allucinazioni ipnagoniche") per cui poi generalmente scrivo dei versi: la traduco ora invece in prosa. I monumenti, le cose antiche, fatte di pietra o legni o altre materie, le chiese, le torri, le facciate dei palazzi, tutto questo, reso antropomorfico e come divinizzato in una Figura unica e cosciente, si è accorto di non essere più amato, di sopravvivere. E allora ha deciso di uccidersi: un suicidio lento e senza clamore, ma inarrestabile. Ed ecco che tutto ciò che per secoli è sembrato "perenne", e lo è stato in effetti fino a due-tre anni fa, di colpo comincia a sgretolarsi contemporaneamente. Come cioè percorso da una comune volontà, da uno spirito. Venezia agonizza, i sassi di Matera sono pieni di topi e serpenti, e crollano, migliaia di casali (stupendi) in Lombardia, in Toscana, in Sicilia, stanno diventando dei ruderi: affreschi, che sembravano incorruttibili fino a qualche anno fa, coinciano a mostrare lesioni inguaribili. Le cose sono assolute e rigorose come i bambini e ciò che esse decidono è definitivo e irreversibile. Se un bambino sente che non è amato e desiderato - si sente "in più" - incoscientemente decide di ammalarsi e morire: e ciò accade. Così stanno facendo le cose del passato, pietre, legni, colori. E io nel mio sogno l'ho visto chiaramente, come in una visione."

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sabato, marzo 08, 2008

La lezione di Indro


Questo è secondo me il "lead", l'incipit d'un articolo, più bello della storia del giornalismo italiano. A scriverlo è stato, manco a dirlo, il grande Indro Montanelli il 12 novembre 1956. Racconta la battaglia di Budapest, l'evento più drammatico della rivoluzione democratica ungherese. Lo voglio ricordare a chi, in questi mesi e anni, attacca (anche in maniera strumentale) il mestiere del giornalista e a quei giornalisti che troppo spesso, e troppo facilmente, svalutano il loro mestiere. Leggete queste poche righe e ditemi se, ancora non avendo detto nulla, Montanelli non dice tutto...

"Questa è la storia della battaglia di Budapest, e il lettore ci perdoni se la riferiamo con tanto ritardo. Mentre la combattevano, i russi ci tolsero il mezzo di raccontarla; e, in fondo, non ci resta che ringraziarli per averci tolto solo questo. E' una storia parziale, naturalmente, come del resto lo sono tutte le storie. Non abbiamo che due occhi e siamo stati costretti a servircene con parsimonia, usandone uno per osservare ciò che succedeva a Budapest e l'altro per sorvegliare che non succedesse lo stesso a noi. Tenete a mente che nessuno ha visto tutto. Vi dico solo quello che ho visto io. E vi chiedo preventivamente scusa se vi parrà troppo poco..."

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mercoledì, marzo 05, 2008

Canzone della protervia (anti)democratica


E vola vola vola, vola u' vucill'
catapultato a ffa' u dirigent'
mov' a vocch', iavez' a manill'
pe' ffa' v'dé ca' pur' iss' è present'.

Questo partito, democratico è partito,
ma a Torr'maggior' divent' dittatur',
il rinnovamento è già finito
ca' l'hann' jett't dint'u cacatur'.

Sanzvir' ordinò: "decidit' a maggioranz'
non ce ne frec' d'a' condivision'".
Ha ubbidit' con grande baldanza',
chi ha cant't' a stessa canzon'.

E se da 'na via si brucian' a' segretaria
qualchedun'avete trama e ce la rir',
u' rinnovament' finisce per l'aria
e javez' a coccije chi ce sentev' curriv':

n'avev' avut' a purziuncell'
quand'ev' perz' u congress'
e mo' je' cuntent', sta bell' bell',
pecché qualchedun' ce comport' da fess'.

La morale della favola è presto fatta:
per la protervia d'un metodo sbagliato,
alla Provincia sarà una disfatta
e il rinnovamento è rimandato.

Ma vola vola vola, vola u' vucill',
protagonist' di questa canzon':
iavezann' a' voce e a manill',
ha fatt' nu' gross' cazzaton'.

P.s.: con questo, u' Scazzamurrill' spiega che per quanto riguarda le elezioni, a Torremaggiore suggerirà a quei due o tre parenti sui quali il suo consiglio può avere una qualche influenza, di votare per Walter Veltroni. E solo per Walter Veltroni.

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lunedì, marzo 03, 2008

Macabritudini


Il corpo di Padre Pio è stato riesumato. Nel massimo riserbo, nel santuario di San Giovanni Rotondo la commissione medica ha aperto la notte scorsa, a mezzanotte e trenta, la tomba di San Pio da Pietrelcina, tumulato il 27 settembre del 1968, quattro giorni dopo la morte. Il corpo sarà esposto ai fedeli dal prossimo 24 aprile. E si spera nella visita del Papa.

"La salma si è conservata bene", ha detto il vescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste, monsignor Domenico D'Ambrosio, delegato per la Santa Sede per le opere di Padre Pio. "Sin dall'inizio - ha riferito - si vedeva chiaramente la barba. La parte superiore del teschio è in parte scheletrita, il mento è perfetto, il resto del corpo è conservato bene. Si vedono benissimo le ginocchia, le mani, i mezzi guanti, le unghie. Se padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure".
da Repubblica.it

Fede o non fede, francamente, non lo trovate un po' macabro? E il dettaglio del "manicure" non è grottesco?

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sabato, marzo 01, 2008

Il tradimento


"Tricks and treachery are the practice of fools, that don't have brains enough to be honest."

"I trucchi e il tradimento sono la tecnica dei pazzi, che non hanno abbastanza cervello per essere onesti"


Benjamin Flanklin

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