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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

mercoledì, giugno 23, 2010

Appello di Lettera22 contro la legge-bavaglio

U' Scazzamurrill' aderisce, il 9 luglio si parlerà solo del ddl vergogna



Lettera22, un'associazione di giornalisti nata in Italia nel 1993 agli albori della Rete e che ogni giorno fa del web la sua arena di notizie, invita tutte le forme associative di giornalismo ad aderire a questo appello inviando una mail all'indirizzo reteliberit@gmail.com e a pubblicarlo sulla propria testata.

Sarà un modo di contarci e di costruire una rete. L'appello è parte integrante di quello lanciato dalla Fnsi e dalle varie organizzazioni promotrici.

DIRE NO AL DDL ALFANO COL SILENZIO IN RETE

USCIRE DAL SOMMERSO DIFFUSO E DAR MAGGIOR FORZA
ALLA PROTESTA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

A partire della manifestazione del 1 luglio, la protesta contro il ddl Alfano si protrarrà in forme e modi diversi: giornali e testate web listate a lutto e il giorno 9 giornata del silenzio. Pensiamo che sia importante anche l'adesione di quelle redazioni “sommerse”, spesso informali, che costituiscono l'informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta.
Aderendo all'appello della Fnsi per il 1 luglio, listeremo a lutto i nostri siti e non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono buona parte della spina dorsale dell'informazione in Italia, dove non esistono solo grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata, non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato dalla protesta. Chi è meno tutelato di altri ma altrettanto colpit o nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro

Le adesioni

Lettera22 (www.lettera22.it)
Amisnet (http://amisnet.org)
Libera.Tv (www.libera.tv)
NTNN (www.ntnn.info)
SudestAsiatico (www.sudestasiatico.com)
Afgana (www.afgana.org)
Giornalismo partecipativo (http://www.gennarocarotenuto.it)
PeriodicoItaliano (http://www.periodicoitaliano.it)
InternoOtto (www.internootto.it)
BellizziNotizie (www.bellizzinotizie.blogspot.com)
Notiziario delle associazioni (www.notiziariodelleassociazioni.it)

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mercoledì, maggio 12, 2010

Consultorio familiare, una prima parziale vittoria

U' Scazzamurrill' riceve questa notizia dall'Anonimorosa e la pubblica volentieri



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Questa mattina a Bari Il Comitato di Difesa del Consultorio familiare di Torremaggiore (Filomena Cordone, Matteo Marolla, Rossella Macchiarola, il consigliere comunale Nicola Nirchio) con il Sindaco Ciancio ed altri Amministratori delle Province di Lecce, Bari e Foggia, siamo stati ricevuti dall'Assessore Fiore che ha accolto i rilievi critici fatti al piano di riordino dei Consultori Familiari ed ha annunciato la sospensione dell'efficacia della DGR 735/10. Il piano quindi è sospeso in attesa di uno studio più approfondito ed aggiornato del territorio attraverso rilevazioni da farsi direttamente con i Sindaci e le ASL, sulla base dell'acquisizione di maggiori dati sul funzionamento e i requisiti di idoneità . Questo ci fa fare un sospiro di sollievo perchè sapremo difendere bene la nostra struttura e dimostremo di avere i requisiti di idoenità richiesti.

Tutti erano informati del piano di riordino dei consultori, intendo i Consiglieri Regionali e i Direttori delle ASL e anche i Sindaci, fuorchè i cittadini interessati. Ognuno si è protetto il suo territorio e noi di Torremaggiore siamo rimasti orfani e abbandonati. Con coraggio abbiamo protestato, senza paura di farci un autogol, come molti maligni avevano pensato. L'Ass. Fiore ha riconosciuto che possono esserci stati degli errori durante i sopralluoghi e attraverso le informazioni parziali o insufficienti avute. Per noi questo risultato è buono perchè rimette in discussione gli assetti e riapre la strada al dialogo e ad una razionalizzazione più oculata e meno punitiva nei riguardi di tutti. Resta il dramma della compatibilità tra strutture sanitarie e risorse finanziare insufficienti, tra strutture funzionanti e strutture dove la partecipazione degli utenti registra passività che non giustificano i costi di gestione. Il nostro punto di vista è che i C.F. devono essere rilanciati e ripubblicizzati come servizi utili alle comunità, devono essere messe in atto strategie di accoglienza e accompagnamento delle donne, delle giovani, delle famiglie, dei minori. Per cui anche il nostro C.F. dovrà avere uno slancio di attività ed essere maggiormente riconoscibile sul territorio.

Sono strumentali e poco oneste le osservazioni di chi pensa che chi ha votato Vendola non debba poter criticare le scelte e i provvedimenti che a volte possono essere poco chiare o produrre risultati, ai nostri occhi, iniqui. Il coraggio e la coerenza sta proprio nel riconoscere gli errori e combatterli. E comunque impariamo da questo episodio a difendere la nostra Città e i nostri servizi senza vigliaccherie e atteggiamenti disfattisti. La cittadinanza è civiltà, prima di tutto.

Anonimorosa"

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lunedì, maggio 10, 2010

Salvare il consultorio!

Contro una decisione inaccettabile della giunta regionale



Un comitato sta cercando di fermare il declassamento dello storico Consultorio familiare di Torremaggiore, una struttura fondamentale nata nel 1976, in un "punto d'accoglienza" da parte della Giunta regionale (Dgr 735 del 15 marzo 2010). Oggi un gruppo di donne ha incontrato il sindaco Vincenzo Ciancio, per chiedere che si attivi con i consiglieri regionali per impedire questo sopruso. U' Scazzamurrill' sostiene la mobilitazione dei cittadini torremaggioresi che intendono preservare questo presidio di civiltà nel nostro comune.

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giovedì, aprile 15, 2010

Ma vu' vulit' mett' stu' cazz' d' casc'?

La polizia municipale dov'è?



Una delle prime cose che, secondo u' Scazzamurrill', Vincenzo Ciancio dovrebbe fare da sindaco è chiamare la Polizia municipale e dire che non vuole più vedere più vedere per strada motorini guidati da ragazze e ragazzi senza casco. Non è accettabile che nel 2010 una regola di tale buon senso venga rispettata dappertutto, meno che in questa specie di zona franca che è Torremaggiore.

La destra, negli ultimi otto anni, ha seguito un po' la linea del "fate un po' come cazzo vi pare". Questa cosa deve finire. Non è possibile che la polizia municipale non faccia una seria operazione di repressione di questo fenomeno. Quante morti dovremo piangere prima che genitori e autorità capiscano che il casco salva la vita?

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mercoledì, aprile 14, 2010

Il pane e le rose

Uno Scazzamurrill' di lotta e di governo...



Da oggi, un nuovo Scazzamurrill' "di lotta e di governo". Sì, perché u' Scazzamurrill' per la prima volta non si trova all'opposizione da quando è nato. Allora che ruolo si vuole dare? Un'ideuzza ce l'ha. In questa ultima parte di campagna elettorale ha notato una mobilitazione entusiasta di giovani torremaggioresi (che stanno in paese o che stanno fuori) che non può cadere nel vuoto. I giovani di Torremaggiore, a questo punto, devono diventare loro il carburante della nuova amministrazione e della politica di Torremaggiore. Proprio perché quella di Vincenzo Ciancio non è stata non solo una vittoria sul centrodestra, ma una vittoria del NOI sull'IO. E una vittoria sulle nomenklature. Una vittoria su chi pensa - da fuori Torremaggiore - di poter decidere al posto dei torremaggioresi.

Lo gnomo la butta giù così, come contributo a un dibattito che dovremmo sviluppare assieme: c'è bisogno di un luogo - fisico e virtuale - in cui i giovani torremaggioresi in maniera aperta e inclusiva esprimano le loro esigenze alla politica in forma di programmi, proposte, provocazioni, critiche e anche lotta quando necessario. Non un partito politico, non una lobby, ma una cinghia di trasmissione tra la cittadinanza e la politica. Un luogo nel quale i giovani torremaggioresi - ognuno per le sue competenze e inclinazioni: lo scienziato accanto all'artista - esprimano una soggettività e disegnino una via d'uscita da un presente fatto di sottosviluppo e clientelismo. Ken Loach, il grande regista, anni fa ha fatto un film che, riprendendo una famosa frase di Karl Marx, è intitolato: "Il pane e le rose". Ecco, è ora che i giovani torremaggioresi (e per ora solo torremaggioresi, ma domani chissà) rivendichino non solo il pane, ma anche le rose.

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lunedì, marzo 08, 2010

Non è tempo per Ponzio Pilato

Bisogna andare a votare e bisogna votare contro i pifferai magici berlusconiani. A Torremaggiore e ovunque



Con il decreto salva-lista, il centrodestra berlusconiano ha dimostrato - ancora una volta, se ve ne fosse stato bisogno - di essere contro la legalità. Il berlusconismo è un'ideologia immorale che sta portando questo paese a diventare una cleptocrazia. E' un'ideologia oligarchica basata sul concetto che gli onesti, quelli che pagano le tasse, devono sostenere una classe parassitaria di evasori fiscali e di individui al di sopra della legge che, se vengono acchiappati con le mani nella marmellata, o urlano al complotto o cambiano la legge. Un'ideologia che si concretizza attraverso il grande inganno della telecrazia, che vuol far credere agli italiani che tutto vada bene mentre in realtà stiamo sprofondando.

Non è più tempo per Ponzio Pilato! E' ora di ribellarsi a questo grande inganno, prima che sia definitivamente tardi. E' ora di dare un colpo al berlusconismo e alle sue menzogne. Negli ultimi 15 anni, da quando il berlusconismo è diventato ideologia dominante (anche in ampi settori del centrosinistra), l'Italia scivola sempre più nelle classifiche internazionali in tema di economia e di libertà. D'altronde tutti noi possiamo dire di stare peggio di 15 anni fa. Solo evasori, ladri e farabutti stanno meglio di un tempo.

U' Scazzamurrill' è assolutamente contrario alla proposta di chi, dopo aver visto l'ennesimo abuso di potere di un governo incapace di governare ma capace di prendere per i fondelli gli italiani, ha chiesto di strappare i certificati elettorali. Tutt'altro, bisogna andare a votare in massa, per sconfiggere il berlusconismo a tutti i livelli. L'appello dello gnomo è semplice: dovete votare e dovete esprimere un voto UTILE, un voto che fa male al berlusconismo, un voto che può sconfiggere questo centrodestra immorale, un voto che prospetta un cambiamento reale e realistico, non utopico e slegato dalla realtà! E' un appello che si estende anche a quegli elettori di destra che considerano la legalità un valore, non un impedimento.

Esprimere un voto che blocchi le tendenze egemoniche dell'ideologia oligarchica e immorale del berlusconismo, vuol dire in Puglia votare per Nichi Vendola e a Torremaggiore votare per Vincenzo Ciancio. Vendola, uscito trionfatore dalle primarie del centrosinistra, ha dimostrato di essere un "cavallo di razza" della politica. Ciancio, indicato dal centrosinistra unito nella nostra città, sta conducendo una campagna elettorale pulita, incentrata sul programma, sulla lotta contro il clientelismo, sull'analisi dei problemi della città e sulle proposte per la loro soluzione. Tutto un altro stile rispetto al candidato del centrodestra che, in puro stile berlusconiano, dice in televisione che Torremaggiore è una specie di oasi di sicurezza in Capitanata e che i torremaggioresi sono ricchi perché nel paese ci sono tante banche. Il messaggio del candidato di centrodestra nega la realtà di una città che vive un disagio profondo sia sul fronte della sicurezza sia su quello dell'economia. Votare per la destra berlusconiana, a Torremaggiore, vuol dire accodarsi a un pifferaio magico che poi vi fa cadere in un pozzo. Votare per Ciancio e il centrosinistra vuol dire votare per un sindaco che vuole affrontare e risolvere i problemi. La scelta è semplice. La scelta è concreta.

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venerdì, febbraio 05, 2010

Le promesse non mantenute del centrodestra /2

Torremaggiore una Svizzera in Puglia o il bancomat dei ladri?



Torniamo a parlare dell'amministrazione comunale di centrodestra, che oggi presenta come candidato sindaco Leonardo De Vita. Abbiamo già analizzato le promesse non mantenute nel settore del turismo, oggi parliamo di un aspetto assai delicato: la sicurezza. Ecco cosa diceva il programma di Alcide Di Pumpo quando è stato eletto cinque anni fa:

"Per garantire la sicurezza a tutti i cittadini contro ogni forma di illegalità, criminalità organizzata, estorsioni, usura, droga, ecc., è necessario adoperare nuove strategie e favorire maggiore vigilanza e prevenzione del territorio.

GLI STRUMENTI:
· trasparente azione amministrativa;
· promozione di attività culturali nelle scuole e nel territorio di educazione alla legalità
· lotta all’usura e al fenomeno delle estorsioni;
· Osservatorio contro la criminalità;
· potenziamento degli organi di prevenzione e di controllo, ad iniziare dal Corpo Polizia Municipale, con adeguati mezzi a disposizione e l'adeguamento graduale del Corpo all’organico previsto, che consenta la possibilità di istituire il vigile di quartiere;
· adeguamento e aggiornamento del Piano Comunale per la Protezione Civile con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, la predisposizione di apposito ufficio, adeguati mezzi e risorse finanziarie;
· piano traffico urbano.
"

Bene! Bravo! Bis! Peccato che Torremaggiore sia stata in questi anni un bancomat a disposizione di tutti i ladri e farabutti della provincia di Foggia. Come lo gnomo ha continuamente denunciato, per anni. Certo, non sta al Sindaco da solo combattere. E però quando il sindaco dichiara che Torremaggiore è una città sicura, una specie di Svizzera in Capitanata - come ha dichiarato - vuol dire che non si ha proprio la percezione della realtà. E, se non si ha il polso della situazione, non si riesce neanche a dare risposte.

Orbene, qualche vigile l'ha assunto pure. Ma per tutto il resto? Quali sono i risultati che si sono ottenuti? Quel pur carente programma che cosa ha prodotto? La verità che, dopo cinque anni, stiamo allo stesso identico punto di prima. Anzi, peggio. Il Comitato per il Partito democratico a Torremaggiore, nel 2007, fece un sondaggio rilevando che un terzo dei commercianti aveva avuto richieste di pizzo. E quante macchine sono state rubate con richieste di riscatto? Quante rapine? Quanta droga circola? L'amministrazione - è vero - non poteva risolvere questi problemi da sola. Ma certo non aver fatto quasi una mazza non è che abbia contribuito a rendere più sicura Torremaggiore. Dove sono arrivati a rubare le pietre del cimitero, ricordiamolo.

Sul traffico, poi, l'amministrazione della destra berlusconiana ci ha fatto solo impazzire cambiando i cartelli ogni due giorni. Intanto, i semafori (che ti salvano la vita) so' tutt' sfascijt, certe strade sono piste da corsa (ma un paio di autovelox perché non metterli in certi punti? non per far soldi, ma per impedire che qualche idiota ammazzi la gente!) e il tappetino stradale sembra quello di Beirut. Aggiungerei anche che ha provato a chiudere mezzo corso (per lungo) mettendo i cessoni che ricorderete. Ha speso denaro pubblico, coi risultati che ricorderete.

Un discorso a parte poi merita un problema particolarissimo: quello dei cani randagi. Per lo gnomo è una questione di sicurezza. Perché prima o poi ci scappa il bambino sbranato. La situazione è a rischio. Anche in questo caso, il sindaco prima ha negato il problema, poi se n'è lavato le mani. Alla fine ha promesso un canile intercomunale. Ma, dopo anni, non se ne ha traccia. E cani sempre più incazzati e pericolosi girano liberamente per la città.

Allora, visto che non hanno mantenuto le promesse, perché rivotarli?

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venerdì, gennaio 29, 2010

Le promesse non mantenute del centrodestra /1

Non hanno rispettato gli impegni, perché rivotarli?



Allora, finalmente siamo in tema di bilanci. Le amministrative s'avvicinano e il centrodestra a Torremaggiore presenta candidato sindaco Leonardo De Vita, definito da u' Scazzamurrill' la più classica delle minestre riscaldate, e candidato alla Regione il sindaco uscente Alcide Di Pumpo, reduce da "passaggi" in innumerevoli partiti.

I sostenitori di De Vita, dove possono, vorrebbero sottolineare una discontinuità col Sindaco-Canguro. Strategia propagandistica, questa, che dovrebbe far incazzare Alcide. Ma non succede perché, appunto, è solo propaganda. De Vita, da un punto politico, è una brutta copia col trench di Alcide. E non può fare che peggio. Il che è tutto dire.

Quando lo gnomo afferma che le amministrazioni Di Pumpo sono state un fallimento dal punto di vista dello sviluppo e della creazione di un'idea di città, ne parla in maniera documentata. Anche perché mentre alcuni redivivi in tempo d'elezioni si gingillavano, u' Scazzamurrill' raccontava, denunciava, parlava.

E, per non dire semplici parole al vento, intende d'ora in poi avvalersi del programma in base al quale Di Pumpo nel 2005 è stato eletto sindaco di Torremaggiore. Era un papiello di 10 pagine, intitolato "Uniti per Torremaggiore", in cui si promettevano mari e monti. Oggi lo gnomo vuol ricordare quel che Di Pumpo prometteva in campo di promozione del turismo.

"Sarà incrementata l'offerta turistica, attraverso la valorizzazione dei beni culturali esistenti nel territorio e principalmente: il Castello Ducale, il Centro storico medievale e settecentesco mediante l’attuazione dei Contratti di Quartiere II, le Chiese ed altri monumenti, in collaborazione con l’Istituto Tecnico Commerciale “T. Leccisotti” di Torremaggiore – Indirizzo turistico.

Si punterà inoltre su importanti interventi qualificanti, quali:
1. istituzionalizzazione del Parco Archeologico di Fiorentino e prosecuzione di nuove campagne di scavo;
2. potenziamento della musealizzazione dei reperti di Fiorentino nel Castello Ducale;
3. creazione di un consorzio con gli enti locali limitrofi per sviluppare la rete delle realtà museali del territorio;
4. sostegno al progetto “Itinerari di Federico II nell’Italia Meridionale”, promosso dal Ministero delle Attività Produttive, cui partecipano l’A.P.T. della Basilicata e le città federiciane di Puglia e Basilicata.

Si continuerà a pubblicizzare la città di Torremaggiore, inserendola in circuiti turistico-religiosi, legati alla vicinanza con San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo, e nei percorsi normanno-svevo-angioini, mediante:
- attivazione sul territorio di un servizio di operatori turistici e guide;
- studio analitico di percorsi storico-culturali ed ambientali del territorio;
- siti on-line;
- riviste specializzate;
- valorizzazione dei prodotti dell'artigianato locale e della nostra terra;
- sviluppo di una rete di offerta turistica integrata, attraverso una ricerca storico-archeologica sul territorio per il recupero delle masserie fortificate dell’agro, casolari, borghi di valore etnografico, e per la rivalutazione delle strade dell’ex transumanza, da dichiarare patrimonio culturale dell’umanità.
"

Orbene, avete visto un qualche incremento dell'offerta turistica? Orde di tedeschi e giapponesi si sono riversati su Torremaggiore con macchine fotografiche al seguito? Dov'è la valorizzazione del Castello Ducale, dove quella del Centro storico medievale? U' Cudacchije è stato forse valorizzato? Tralascio tutto il discorso su Fiorentino, dove qualcosa avranno pure tentato di fare, ma senza ottenere alcun risultato pratico sul fronte turistico. Andiamo invece sull'attivazione di guide turistiche, siti, tricchetracche e castagnole. Ando stann'? E i copiosi articoli sulle riviste specializzate? Li avete forse letti? Oppure avete notizia dello sviluppo di una "rete turistica integrata" e di qualche passo fatto con l'Unesco, l'agenzia per la cultura dell'Onu, che fornisce lo status di "patrimonio dell'umanità"?

Insomma, s'è fatta un po' di fuffa, buttando denaro pubblico. E niente più. Leonardo De Vita ha scelto come slogan: "Trasparenza e coerenza per la crescita di Torremaggiore". Bene, per trasparenza, dovrebbe dire ai cittadini: "Non abbiamo mantenuto gli impegni presi nel nostro programma".

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venerdì, gennaio 08, 2010

I moti di Rosarno

Scontri etnici, violenza: dove ci porterà questa cultura dell'intolleranza?



Chi guarda con stupito orrore a quanto succede a Rosarno, evidentemente vive in un altro mondo. Come lo scorso anno a Castelvolturno, sta succedendo una cosa molto semplice. La politica del girare la faccia, far finta di non vedere, non far nulla per aiutare e integrare gli immigrati, li lascia ostaggio degli sfruttato...ri al nord e della 'ndrangheta e della camorra al sud. Solo che gli immigrati, che forse hanno meno da perdere, che forse hanno anche più palle di noi (non dimentichiamo che è gente che spesso scappa da guerre e orrori...), a un certo punto reagiscono. Lo fanno con la rabbia di chi non ha strumenti per incanalare la protesta lungo i percorsi della legalità. Anche le banlieu di Parigi, ricordatelo, sono state messe a ferro e fuoco. Allora qualche saccente disse che era la dimostrazione che il modello d'integrazione francese non funzionava. Pochi avvertirono: attenti che è solo questione di tempo, succederà anche da noi. E, da noi, viste le politiche assurde, insensate messe in campo negli ultimi 20 anni, sta accadendo in una forma peggiore rispetto a Parigi.

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mercoledì, ottobre 28, 2009

Il bimbo con la pistola

Una subcultura del potere



Il caso del ragazzino di Foggia che, a scuola, ha sparato con una pistola ad aria compressa a un sedicenne per una bravata non dovrebbe essere enfatizzato troppo, dicono oggi in coro i docenti della sua scuola e molti maitre a penser locali. Tuttavia, il caso è la spia d'un disagio più profondo. C'è una subcultura della forza, dell'arma, una subcultura della pistola, che s'è infiltrata nella nostra società.

Cos'è in fondo quel che ha fatto il ragazzino che ha sparato e che, di certo, non voleva colpire il suo compagno di scuola? Ha esibito il suo "potere", facendosi fico del fatto d'avere una pistola. Molti altri lo fanno con la macchina tedesca, quando ti si incollano dietro mentre stai sorpassando e cominciano a lampeggiarti, per dire "levati di mezzo, coglione che devo passare io".

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