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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

giovedì, marzo 04, 2010

La figuraccia di De Vita

Con Vincenzo Ciancio vincere si può! Vincere di deve!



Dopo il primo faccia a faccia, visto ieri su Teleradioerre (u' Scazzamurrill' in verità l'ha visto oggi in streaming), allo gnomo pare che una cosa si possa dire per certo: se malauguratamente dovesse rivincere il centrodestra a Torremaggiore, ci aspetta un'accelerazione del declino, un Medioevo, uno scivolamento nel terzo mondo. Perché questi qua non si capisce proprio dove vivano! De Vita ieri ha sciorinato una serie di corbellerie da far rizzare i capelli in testa.

Per esempio, il candidato di destra ha ribadito che Torremaggiore è "uno dei comuni più vivibili della nostra Capitanata" e che "non esistono quartieri degradati". E ci credo! Torremaggiore ormai è tutta degradata! Ma se questi non sanno manco cosa li circonda, come è possibile che qualcuno creda che possano amministrare la nostra città?

Una città insicura, che è il vero bancomat del ladri e malfattori di tutta la provincia. (Ci sta quasi una rapina al giorno. Ci stanno furti, i riscatti di auto). Una città sporca, con le discariche abusive. Una città in cui solo i cani randagi si sentono sicuri. E lui, il candidato di centrodestra, dedica alla sicurezza una battuta - la solita stronzata secondo cui saremmo una specie di Svizzera in terra apula, un'oasi felice nel deserto di Capitanata - mentre si dilunga sui cazzi suoi personali nell'Asl! Ma davvero c'è qualcuno che pensa di affidare Torremaggiore a chi non è capace di vedere cosa succede a un palmo dal proprio naso?

Poi, sulla situazione economica della città, la tesi devitiana è a dir poco bizzarra. Torremaggiore è ricca perché ci sarebbero 10 banche! Complimenti. Peccato che i giovani se ne vadano di corsa dalla città, perché non c'è lavoro. Peccato che gli agricoltori siano in drammatica sofferenza. Peccato che tutto il settore produttivo a Torremaggiore sia praticamente fermo. Ma certo: questi sono esperti di Asl e mattoni e non sanno niente di nient'altro. Ieri, dalla boccuccia di De Vita non s'è sentita esprimere una sola proposta programmatica. Ha parlato dei cazzi suoi all'Asl, ha detto un po' di balle sulla vivibilità e sicurezza. E nient'altro.

Di fronte a una figuraccia siffatta, tutti gli altri candidati sono apparsi giganti politici. Tra loro u' Scazzamurrill' vuole segnalare la pacata concretezza di Vincenzo Ciancio, il candidato che lo gnomo ha fortemente sostenuto. Vincenzo ha saputo dire, senza alzare i toni, alcune cose importanti e scomode. Ha contestato sul punto i dati sul bilancio portati da De Vita. Ha chiaramente detto che è ora di finirla con il clientelismo (a proposito, u' Scazzamurrill' aveva chiesto anche a De Vita di dire pubblicamente che chi promette posti di lavoro in cambio di voti è un bugiardo: non gli risulta che l'abbia fatto!). Ciancio, inoltre, affermato con forza la necessità di trasparenza amministrativa rispetto a i una macchina amministrativa ultimamente diventata "molto, molto opaca". Un'affermazione che, di questi tempi in cui circolano veleni e lettere anonime, in cui c'è un mefitico clima da fine impero, è una sana boccata d'ossigeno.

Insomma, cari amigos y companheros, a questo punto possiamo dire che un candidato buono c'è ed è il nostro, Vincenzo Ciancio. Dall'altra parte, il nostro avversario, Leonardo De Vita, è palesemente incapace di riconoscere la realtà e quindi, se disgraziatamente venisse eletto, farebbe solo ulteriori, irreparabili danni a Torremaggiore. A questo punto tutti, tutti dobbiamo fare uno sforzo per sostenere Vincenzo Ciancio, se vogliamo bene alla nostra città.

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lunedì, novembre 16, 2009

Agricoltura, i manifestanti dal Sud mettono in ombra il flop della Fao

La verità della protesta contro le ipocrisie del potere

Mentre i cosiddetti Grandi oggi fingevano di occuparsi della fame nel mondo al vertice Fao a Roma (a proposito: hanno fatto tante parole, ma non ci hanno messo un euro), nelle strade della Capitale andava in scena la verità. Non un "reality show", ma lo "show della realtà". Agricoltori provenienti da tutto il Sud, principalmente dalla nostra terra e dalla Sicilia, hanno dato vita a una manifestazione importante.

Alcuni sono arrivati in trattore dalla Sicilia. Erano circa 1.500 e hanno marciato da Piazza San Giovanni a Piazza Vittorio, lontano purtroppo dai Palazzi del potere in una Roma inutilmente blindata per un vertice mondiale che è stato un vergognoso flop.

Così in questa giornata di inutile casino per Roma, l'unico evento veramente riuscito è stata la manifestazione di chi chiede di salvare l'agricoltura, senza la quale non c'è futuro per nessuno.

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mercoledì, novembre 11, 2009

Agricoltura, ci vuole un progetto

Risultati dalla manifestazione, ma senza un'idea di futuro non si va da nessuna parte

Bene, pare che qualche risposta ci sia stata e che sia stato raccolto l'appello di u' Scazzamurrill' a creare degli stati generali dell'agricoltura. O che comunque qualcuno abbia proposto qualcosa in piena sintonia con lo gnomo. Che poi lo si chiami consulta, o come si vuole, si tratta in ogni caso d'un passo avanti. Come è un risultato positivo il fatto che l'assessore Stefano abbia annunciato lo stato di crisi del comparto agricolo pugliese, chiedendo al governo che gli agricoltori possano accedere ai benefici previsti dalle leggi 71/2005 e 231/2005.

Lo slogan "l'agricoltura muove tutto", oltre a essere particolarmente azzeccato, è assolutamente vero per quel che ri guarda l'economia del nostro territorio. Ecco perché bisogna pensare oltre la crisi. Se andate tra i commenti dell'ultimo intervento dello gnomo riguardo alla questione agricoltura, ne troverete uno di Pipino molto significativo. E' una provocazione che pregherei a tutti di leggere con spirito laico, senza la passione della parte presa, ma cogliendo il succo della questione: la nostra agricoltura non è riuscita a integrarsi nelle filiere, non è stata capace di mettere in campo un progetto di sviluppo che puntasse sulla qualità. Eppure, avrebbe tutti numeri. Pipino chiude il suo intervento con una domanda: visto che tra due anni verranno tolti sussidi e quote per l'agricoltura e si sa da anni, cosa si sta facendo per porre rimedio? Perché una mobilitazione ogni tanto, sia pure intensa e forte come quella che abbiamo visto a Torremaggiore, non basta. Ci vuole un progetto, un'idea di futuro.

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venerdì, novembre 06, 2009

Agricoltura, appello di u' Scazzamurrill': istituire gli Stati generali dell'Agricoltura

La politica deve assumersi le sue responsabilità

Dietro la sacrosanta protesta degli agricoltori, che da giorni sta interessando Torremaggiore, non c'è soltato "la crisi". Ci sono anni d'incapacità dei governi a tutti i livelli, della politica, d'immaginare uno sviluppo che s'incentri su quella che è la vocazione del territorio. Da tempo, anche per questo, u' Scazzamurrill' si scaglia contro una politica interessata solo alla sanità e al mattone. Alla politica, oggi, non può bastare la logica "benaltrista" per cui la responsabilità è sempre a un altro livello e, magari, la protesta la si può anche cavalcare e indirizzare.

La politica deve assumersi la responsabilità di rappresentare la nostra gente. Al di là degli schieramenti, u' Scazzamurrill' è convinto che la classe politica del nostro territorio debba fare un serio salto di qualità e la battaglia in corso è un'occasione importante in questo senso. Iniziative, come quella dell'"unità di crisi", hanno corto respiro. Questo perché purtroppo non stiamo parlando di una "crisi", di un evento eccezionale, ma della drammatica normalità della nostra agricoltura. Senza voler entrare in tecnicalità, e pure sarà necessario farlo, è chiaro che quella in corso è una rottura di sistema a cui non si risponde con "unità di crisi", ma con una precisa piattaforma rivendicativa che venga sostenuta a tutti i livelli e in maniera compatta dalle forze in campo, politiche e della società civile.

U' Scazzamurrill' fa un appello quindi all'istituzione immediata di Stati generali dell'Agricoltura a cui partecipino tutti gli attori in campo: agricoltori e loro organismi di rappresentanza, forze politiche, singoli cittadini. Questo organismo dovrà avere la capacità, in tempi brevi, di produrre una piattaforma rivendicativa realistica e sostenibile. Tutti i partecipanti, inoltre, drovranno impegnarsi a sostenere questa piattaforma a tutti i livelli. In particolare, la politica - piuttosto che scaricare responsabilità - dovrà portare a livello istituzionale le rivendicazioni. Ne va della sua stessa credibilità.

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lunedì, novembre 02, 2009

Agricoltori domani in piazza, urge cambiamento classe dirigente

La politica locale incapace di porre al centro dell'attenzione i problemi dell'economia vera

Domani gli agricoltori della provincia di Foggia scenderanno in piazza. U' Scazzamurrill' è con loro. Il governo ha fatto saltare ogni ipotesi di fondo di sostegno per le aziende agricole, mentre i prezzi che vengono pagati per la produzione agricola sono in caduta libera. Un cappio stretto al collo della nostra economia, con le imprese che non hanno i soldi neanche per programmare i prossimi raccolti.

La politica, al di là del governo (sensibile evidentemente solo ai piagnistei dei produttori di latte del nord, quando portano voti alla Lega), dimostra di essere del tutto incapace d'incidere sulle scelte. I politici locali non hanno mostrato alcuna tendenza a fare blocco e portare risorse per il nostro territorio. Forse ne hanno anche poca volontà: la loro testa probabilmente è concentrata come sempre susanità e mattone, settori che portano badilate di voti clientelari. Del cuore vero della nostra economia, se ne fottono.

La vertenza degli agricoltori foggiani dovrebbe essere una grande questione nazionale. Invece, vedrete, che i grandi mezzi d'informazione nazionale l'annegheranno tra troie, trans, propaganda e finti allarmi influenza. Segno evidente che i nostri territori devono cambiare classe dirigente, promuovere la partecipazione diretta dei cittadini che sostengano i propri interessi legittimi e si rendano protagonisti di una vera stagione di lotta.

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giovedì, ottobre 01, 2009

Napoli siamo noi: monnezza a Chiant' chian'

Sversamenti lungo la provinciale per Casalnuovo



Ma chi cazzo controlla il territorio di Torremaggiore? Hanno segnalato oggi a u' Scazzamurrill' che lungo la provinciale per Casalvecchio, a 4-4,5 km dal paese, a Chiant' chian' per intenderci, la notte sverserebbero liberamente rifiuti di non si sa quale schifo di natura. Pare che in quella zona, ci sia una puzza fetida e pare che nessuno faccia una minchia per evitare che succeda tutto questo.

Ecco la prova ulteriore che Napoli siamo noi, come da tempo qualcuno denuncia. Ecco l'ennesima prova che il nostro territorio e la nostra gente sono lasciati in balìa di farabutti. Su queste cose, il solito scaricabarile oltre a essere osceno, sarebbe assolutamente irresponsabile.

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lunedì, luglio 23, 2007

Un'età dell'oro c'è stata!


U' Scazzamurrill', ormai da due anni, vive sotto il banano della Villa comunale. E s'è organizzato trasferendovi anche parte della sua ricca biblioteca di libelli polverosi e magici. Oggi, sfogliando un vecchio e sfilacciato volume, che pensava essere un manuale di ricette scazzamurrelle, ha trovato questo brano. E, leggendolo, ha pensato: ma com'è che un paese così, è scivolato oggi così in basso?

"In Torremaggiore provvede all'indigenza dei contadini e degli agricoltori un Monte Frumentario, istituito nel 1858; ed ultimamente veniva eretta una Banca di azionisti, Società anonima, con un capitale versato di oltre lire 150.000 e con un giro annuo d'affari di circa 20 milioni; vanto e decoro del nostro paese: essa è l'anima, direi quasi, del grande movimento commerciale, che non ha limiti specialmente nella stagione del raccolto e della vendemmia. Questo paese tiene vari Mulini a vapore dei Signori Ricci, Pensato, Bibbone e Barassi, che gareggiano con gli Stabilimenti dei dintorni del Vesuvio. E' da ammirarsi specialmente il grandioso stabilimento per farina e pasta, eretto dai Signori Tanzi nel 1885.

Tutto il vastissimo territorio di Torremaggiore è distribuito equamente fra i cittadini, ,sicché la proprietà, un tempo quasi tutta demaniale, è ora fraziobnata e ripartita senza rilevante dislivello di posizioni economiche."


(Emanuale Jacovelli, "Cenni storici su Torremaggiore", San Severo, Premiato Stabilimento Cromo-tipografico E. Dotoli, 1911)

E oggi, in cosa gareggiamo coi paesi attorno al Vesuvio? A voi, amici, la poco ardua risposta....

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venerdì, luglio 20, 2007

Grano d'oro


Ricordate quando u' Scazzamurrill' fece quella campagna per sostenere una modernizzazione dell'agricoltura, parlando anche dell'ipotesi dei biocarburanti? Ebbene, oggi la Repubblica dedica un'intera paginata al fatto che il prezzo del grano, a causa proprio dell'incremento della produzione agricola per i biocarburanti, è cresciuto del 30 per cento sul mercato di Foggia.

Ebbene, il nostro territorio torremaggiorese ha un'antica vocazione al grano, anche se negli ultimi anni la gran parte del terreno è stato ormai convertito ad alte coltivazioni considerate più redditizie. Ma è ancora così, visti gli ultimi sviluppi? Lo gnomo non è pratico del settore, ma vuole approfittare della piccola cerchia di amici che s'è fatto con questo blog per rilanciare il dibattito sulla nostra agricoltura, che è anche il dibattito sul futuro della nostra città. Se avete notizie, spunti, contributi a questo dibattito, vi prego d'inviare commenti.

Comunque, potete starne certi, se continua così, la corsa del prezzo del grano continuerà senza fermarsi.

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