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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

lunedì, gennaio 16, 2006

Il professor Capastruffola (e la sua badante)


Borbotta. Nessuno capisce quel che dice, perche' lui borbotta. Si siede dopo pranzo sulla panchina, quella che guarda al leone di marmo nella Villa comunale, e borbotta. Si rivolge al leone, come se la fiera di pietra potesse rispondergli. E forse, nella sua testa di vecchio, gli risponde davvero, nonostante le sue corde vocali neanche siano state scolpite.

U'Scazzamurrill oggi si è svegliato tardi. Una dose esagerata di tisana di mammole ha fatto un effetto oltremodo soporifero. Quando ha aperto gli occhi, all'ombra della grande foglia di banano, ormai erano già le tre del pomeriggio. Si è alzato e gli è bastato fare pochi metri per vedere il vecchietto borbottante, seduto alla solita panchina, che si appoggiava sul bastone.

"Chi sei nono'?" gli chiede lo gnomo curioso. "Oh, da quanto non vedevo uno Scazzamurrillo", gli risponde il vecchio in un perfetto italiano, un po' toscaneggiante. "Io - aggiunge ponendo di nuovo lo sguardo sul felino scolpito - sono il professor Capastruffola: hai mai sentito parlare di me?". U' Scazzamurrill muovendo il testone da gnomo fa un evidente segno di diniego. "E' normale - commenta il vecchio -: la sclerosi sociale la prima cosa che mangia è la memoria...la memoria collettiva".

"Professo', ma non vorrà lamentarsi anche lei", gli fa u'Scazzamurrill'..."No, no - replica piccato il professore, agitando eloquentemente la mano - io non mi lamento. Io mi pento. E' diverso. Io sono colpevole, porto sulla mia coscienza un crimine, un reato per omissione. Caro Scazzamurrillo, tutti questi qua, li ho educati io. Tutti, lo puoi dire forte. Oh, qual duol m'incolse". U' Scazzamurrill, confuso, guarda in maniera interlocutoria Capastruffola. "Pensavo - continua il professore - d'inculcare loro valori, cultura. Il Croce, Dante, il De Sanctis. Il Manzoni, capisci? IL MANZONI! E, invece, li spingevo lentamente a bere il veleno dell'apatia. Ahime', la mia pena non avrà mai fine. Non ho salvato da loro stesse tre generazioni: i cinquantenni e i quarantenni e anche i trentenni. Sono quelli che oggi in qualche modo amministrano, fanno politica e fanno carriera in questo paese. Che errore, caro Scazzamurrilllo. E' tutta colpa mia". U' Scazzamurrill', sempre più confuso, cerca di domandare: "Ma quale error.....?". Ma il professore l'interrompe, alzando la voce. "Tu non sai! Non sai! Sei uno gnomo, non puoi capire. Io credevo d'inculcare loro il valore della Famiglia e invece nelle loro menti chiuse cresceva il germe del familismo. Io pensavo di portarli verso il piacere dell'Amicizia e loro coltivavano la malapianta del clientelismo. In tanti se ne sono andati, alcuni altri sopravvivono qua: sono loro i miei allievi prediletti, quelli che non hanno confuso, non hanno strumentalizzato. Ma i forti, quelli con le leve del comando in mano, sono i frutti peggiori del mio cattivo insegnamento. Ed essi non capiscono, stolti! Non comprendono che così questo paese muore. Perche', se solo i figli dei soliti noti, solo quelli che hanno il marchio politico addosso, ottengono lavori e vincono concorsi, il paese perde tante energie. Chi non si vede accettato (e sono tanti) è costretto a portare la propria intelligenza altrove. Io so tante cose, sento tante cose. E anche ora che sono vecchio, non son diventato sordo. Anche in questi giorni sento di competizioni in cui il marchio politico conta più di tutto. Così borbotto il mio pentimento, per non essermi fatto capire, per averli educati male. Chiedo perdono all'unico essere che a Torremaggiore non ha mai avuto la tentazione di buttarsi dall'altra parte, di fare ribaltoni, di votarsi alla religione del Trasformismo. Lui sta lì, immoto. E' un leone, come tutti dovrebbero essere leoni. Ed è di pietra, come dovrebbe essere l'incorruttibilità di ognuno di noi. A lui raccomando i ventenni di oggi, la nostra speranza. Visto che da quelli più vecchi, dagli avidi cinquantenni, dai tentennanti quarantenni e dai pavidi trentenni, ormai non m'aspetto più nulla".

Un velo di tristezza adombra il volto di u'Scazzamurrill'. Il silenzio del vecchio e dello gnomo coprono i rumori delle auto, lo strillare dei ragazzini che giocano a pallone. Ma improvvisamente, un urlo spezza l'aria.

Una voce di donna, di giovane donna. "Professoreeeeeeee", urla una bellissima ragazza bionda, poco più che ventenne, vestita da infermiera. Una modella, pensa u'Scazzamurrill'. Come intuendo, Capastruffola spiega: "E' la mia badante". Soncertato gli risponde u' Scazzamurrill': "All'anima della badante, che gnocca!!" Il professore, facendo l'occhiolino: "Sono colpevole e lo so. Ma non sono così scemo da punirmi con l'inferno". Ravvivato nel volto, butta nel prato il bastone e se ne va, saltellando, a braccetto con la "badante".

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

10:26 AM

 
Anonymous Anonimo said...

good start

10:29 AM

 
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

10:30 AM

 

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