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U' Scazzamurrill' appare all'improvviso. E' uno gnomo simpatico e dispettoso, che mangia solo frittelle e regala tarì, le antiche monete del Regno di Napoli, alle belle ragazze. Da tempo a Torremaggiore non si vedeva più. Ma oggi ha deciso di riapparire...

giovedì, gennaio 26, 2006

Ainstain se ne va...


Era l'alba. U' Scazzamurrill', insomme, li ha visti. Giovani, belli. Con le loro valigie griffate, con i loro zainetti Invicta. Fermi al freddo gelido, aspettavano il pullman. Tra loro c'era pure Mario "Paccarell'", conosciuto in paese col soprannome di "Ainstain". Lo ha riconosciuto subito dal baffo elettrico (nonostante abbia solo 23 anni) e dal capello ingrifato. U' Scazzamurrill' non lo conosce di persona, ma ne ha parlato con lo zio, in cui anche i cari lettori hanno avuto l'"onore" d'imbattersi. Ainstain è il nipote prediletto di u'Nzivus' e proprio grazie ai proventi del fruttuoso commercio dello zio ha potuto frequentare il Maccaron' Institute of Technology (MIT), laureandosi con 110 e lode in "fisica del neutrino e quantistica della coscienza dei canguri". Una materia estremamente sperimentale, solo un CERVELLO come Ainstain poteva studiarla. E Ainstain, come i suoi amici viaggiatori dell'alba torremaggiorese, è uno di quei "cervelli in fuga" di cui tanto si parla.

U' Scazzamurrill' sa che non è bello, ma trovandosi là, ha finito per origliare. Ainstain era con la sua morosa, Fontana Raspacardill' (così soprannominata per i motivi che tutti potete immaginare).

- Mariu', ma perche' pure stavolta te ne vai...uffa. Effai come tanti altri, fatti raccomandare e ti fai prendere al comune. Nu' posto da vigile, da spazzino, da aiuto spazzino si trova - le dice disperata Fontana.
- Amora, ma non capisci? Io sono un cervello in fuga...sono l'emigrante del XXI secolo. Quello che va via con la laurea, senza valigia di cartone, ma sullo stesso treno del padre e del nonno.
- Ecche è...ma nel 2006 ancora co' ste storie! - dice Raspacardill' al moroso. E lui, irritato risponde.
- Proprio nel 2006, che ti credi! Su 100 meridionali che si iscrivono all'università e si laureano, amoremmio, solo 4 dopo dopo la laurea tornano nel Mezzogiorno. Ma che te lo dico a fa'. Tu l'università non l'hai fatta...
- Strunz! Non l'ho fatta, ma io so come guadagnarmi la vita! - dice Fontana, agitando il bacino.

Ainstain si rende conto d'averla offesa e la rabbonisce con un bacio.
- Amore mio. Capisci che qui non c'è futuro? Noi c'impoveriamo sempre più. La fuga dei cervelli costa al Meridione 30 miliardi di euro all'anno. 60mila miliardi di lire! Ed è uno sperpero enorme: pensa che ogni cervello educato come me è costato alla comunità qualcosa come 100mila euro. Amora, è un fenomeno di massa. Negli ultimi quattro anni 292mila giovani sono andati dal sud al nord. Sono 8mila all'anno i laureati che emigrano a Torino, Milano, nel Triveneto, ad arricchire quelli che poi votano per Bossi e per i porci razzisti come lui.

Ainstain è affranto. Fontana fa la faccia di chi non capisce. E si rifugia nelle frasi semplici che gli ripete sempre il padre, Mario Scoppachiazz': le cose con Silvio Berlusconi cambieranno, arriveranno le Grandi Opere, i soldi al Sud...Ainstain fa "no" con la testa.
- Amoro, ma sono cinque anni che c'è questo governo. E le cose sono peggiorate. Quello di prima era una mezza schifezza. Ma questo, imbottito di milanesi e leghisti, è una schifezza completa...
- Ue', ma mica ti stai facenn' comunista?
- No, ma che c'entrano i comunisti, amore mio. Le risorse destinate al Sud sono diminuite negli ultimi tre anni di 3,5 miliardi di euro. Un taglio del 25 per cento. In particolare, l'ultima finanziaria scritta da Tremonti (quella del 2005), ha destinato alle zone depresse del paese 10 miliardi e mezzo di euro, lo 0,73 per cento del Prodotto interno lordo...
- Eccheccazz' vuol dire? - chiede la sempre elegante Raspacardill'
- Vuol dire che negli ultimi sette anni MAI si erano visti così pochi soldi. Ma, attenzione, quello che ci aspetta è ancora peggio!
- Peggio? - chiede ormai spaventata Fontana.
- Nella Finanziaria 2006 le risorse destinate alle politiche comunitarie sono state rimodulate. C'è stato uno spostamento e una concetrazione dagli anni 2009 in poi. Sai che vuol dire?
- No
- Che i soldi delle risorse che erano stati previsti per queste politiche per il 2007 e 2008 non bastano manco a pagare il quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000-2006. Nzomm', Tremonti, il ragioniere di SONDRIO, s'è pigghijt' 'sti soldi e se li è messi in un conto corrente del Tesoro, dove stanno 11 miliardi di euro destinati alla spesa "potenziale". Insomma, pe' 'mmo li vediamo solo col binocolo. E, intanto, sono stati tagliati anche i bonus occupazione. Hai capito perche' me ne devo andare, come tanti ragazzi simili a me?

- No, non l'ho capito. Ma ho capito che è proprije 'na purcarije. Amoro, ma a questo punto pecche' non fai la cosa migliore: ii metti in società con tuo zio, u'Nzivus, il pusher...
- Ci sto pensando...quasi quasi...non parto più.


Tutti i dati che avete letto in questo breve apologo, che u'Scazzamurrill' ha raccontato con grande amarezza, sono della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria del Mezzogiorno). Si tratta di un Ente pubblico, i cui studi sono finanziati dal Ministero dell'Economia e dell'Industria. Non dal Comintern, per intederci. In particolare, quelli usati oggi sono nel Documento strategico sul Sud 2007-2013. Ma se aveste la pazienza di consultare il Rapporto Svimez 2005, trovereste altre copiose e inquietanti informazioni. Riflettiamoci, si tratta di una questione molto seria.

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Caro Genji quello che dici è tragicamente vero. Vero è che il meridione è sempre stato ritenuto un comodo serbatoio di voti, che ci si ricorda del sud solo in occasione dei comizi elettorali, che si è snaturata l'anima del sud facendo inutili e dannose cattedrali nel deserto. Ma devi ammettere che la gente del sud non fa assolutamente nulla per uscire da questo limbo. Mi risulta difficile ricordare persone che abbiano provato a fare qualcosa di costruttivo e produttivo nel sud italia. Tutti sono alla ricerca del posto fisso, dello stipendio sicuro, insomma nessuno vuole investire. Pensa a cosa si potrebbe fare se anziché continuare a foraggiare le università del nord (e con esse tutto l'indotto di camere in affitto etc etc) le persone iniziassero a sfruttare le risorse che hanno per una meta diversa dalla laurea. Con questo non voglio dire che bisogna ritornare nell'ignoranza, ma dico semplicemente che molti di quei soldi spesi per vedere il figlio avvocato (che in realtà finisce per fare il cassiere presso la cassa rurale di ponte di legno) potrebbero essere usati per creare un piccolo indotto e favorire se stessi e quindi anche l'economia del posto. Faccio un esempio, è mai possibile che a Torremagiore non ci sia :
un'azienda di prodotti biologici, un conservificio in grado di commercializzare prodotti a suo nome (e non come terzista), stessa cosa dicasi per i prodotti come olio, vino, pomodori etc etc.
Pensa un attimo all'indotto che tale presena potrebbe creare:
aziende di trasporto, aziende per la produzione del materiale consumabile (tappi, vasi di vetro, stampa delle etichette etc etc). Ti dico questo perchè dove risiedo ora vedo esattamente questo stato di cose, una cittadina di 14000 anime (quindi + piccola di torre) ma con circa 150 aziende di piccole dimensioni.
P.S.
tra le persone che avrebbero potuto fare qualcosa di cosruttivo per se stessi e per gli altri anzichè ingrassare le università del nord mi ci metto anche io in prima persona.

10:56 AM

 
Blogger Genji said...

Caro newcons. Hai perfettamente ragione e la tua analisi la condivido in pieno, alla virgola.

Solo che questo non afflievolisce le responsabilità di una classe politica. Prima di tutto della nostra classe politica meridionale, poi a quella nazionale.

Questa "fuga di cervelli" a mio parere è da analizzare sotto due punti di vista. Da un lato ci sono quelli che, come noi, inseguendo sogni e opportunità, se ne sono andati via. In un certo senso, comportandosi da "ingrati" rispetto alla propria terra.

Dall'altro c'è il fatto che nella nostra terra mancavano e mancano le condizioni (infrastrutture, tessuto imprenditoriale, regole, sicurezza, parità delle condizioni di partenza) perche' possa trattenere a se' talenti e competenze.

E' o non è un fatto eminentemente politico creare quelle condizioni? Io penso di sì.

Ferma restando l'assoluta giustezza delle tue considerazioni sulla nostra incapacità, come meridionali e come torremaggioresi, di superare una pigrizia mentale per cui il pezzo di carta darebbe automatico diritto a un posto nella società.

6:54 PM

 
Anonymous Anonimo said...

Caro newcons sono d'accordo con te, ma anche chi ha il coraggio di fare ciò che dici viene o messo da parte o costretto ad andare via.....quindi meglio "uniformarsi".....tutte queste uniformi continueranno finchè chi ci governa (e parlo in maniera gerarchica, dai vertici centrali a quelli locali) lo farà attraverso la logica delle "spartizioni partitiche", attraverso il clientelismo ecc....
Dovrebbero capire che domani, dopo l'arraffata, anche i figli saranno costretti ad "emigrare"....E DEVO ESSERE SINCERO QUANDO EMIGRANO I LORO FIGLI E LI SENTO LAMENTARSI NON TI NASCONDO CHE DENTRO HO UN'ESPLOSIONE DI GIOIA!!!!!!
P.S. Per tutti quelli che vogliono cambiare le cose...quando votate "PENSATE"!!!!

7:24 PM

 

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